My Beautiful Lipstick o Il questionario di Proust


Grazie a Sailor Fede, sono stata insignita di un'ennesima catena di S.... ooops! premio bloggher!!
Tale My beautiful lipstick dovrebbe essere un riconoscimento alle capacità di make up, ma a me è stato dato per il mio stile: posso dire che sono onoratissima e che le tue parole gentili sono state graditissime, Sailor? Ri-GRAZIE, è un bellissimo complimento che mi hai fatto!

Visto che le sette cose che dovrei rivelarvi di me le ho già dette da abbastanza poco tempo, approfitto di questo post per parlare del Questionario di Proust, cui risponderò in diretta. Sì, lo so che ci sono più di venti domande e la nostra Sailor ne chiedeva sette... ma in fondo gli altri scrivevano dei romanzi di -che so- trecento, cinquecento pagine e Marcel ha scritto Alla ricerca del tempo perduto.

  • Il tratto principale del mio carattere: il bisogno di essere amato è la risposta originale di Proust. Credo che in fondo sia vero anche per me. Forse è vero per ogni essere umano.
  • La qualità che desidero in un uomo: la fedeltà, la sicurezza di sé (che a ben vedere è il contrario della spacconeria).
  • La qualità che preferisco in una donna: il fascino.
  • Quel che apprezzo di più nei miei amici: la sincerità e la disponibilità a volere bene.
  • Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia: aver avuto una famiglia diversa da quella in cui sono nata.
  • Il mio principale difetto: finirò nel girone degli iracondi.
  • Il mio sogno di felicità: realizzare la vera essenza della mia natura. In parole più povere, una famiglia felice e piena di salute, due o tre gatti, una carriera tranquilla ma solida, una piccola classe.
  • Quel che vorrei essere: la persona che vive bene nel mio sogno di felicità.
  • La mia occupazione preferita: imparare nuove cose interessanti.
  • Il paese dove vorrei vivere: l’Italia. Poi il diavoletto sulla spalla mi dice di aggiungere “senza gli Italiani”, ma sono Italiani anche i miei genitori, il resto della mia famiglia, i miei professori preferiti, Dante, Manzoni, Borsellino… quindi, taci diavoletto, ché tutto il mondo è paese.
  • Il colore che preferisco: il bianco, con la sua superba e ineguagliabile eleganza.
  • Il fiore che amo: il giglio.
  • L'uccello che preferisco: il cigno. Anche i falchi.
  • I miei autori preferiti in prosa: Wilde, Capote, Tolstoi, Pennac, Pullmann, Franzen…
  • I miei poeti preferiti: Dante, D’annunzio.
  • I miei eroi nella finzione: Demian, Will Parry, tutti i componenti della Compagnia dell’Anello.
  • Le mie eroine preferite nella finzione: Elizabeth Bennet (Keep calm and find yourself a Mr Darcy). Ci sono poche donne letterarie che ho amato tanto, forse perché le donne dipinte dagli uomini non sono personaggi in cui mi identifico davvero, e la maggioranza dei romanzieri degni di questo nome (da Tolstoi a Manzoni, da Dumas a Franzen) sono, ahimé, uomini. Lyra Belaqua è ancora bambina, ma promette bene; il mio fidanzato una volta mi disse che io le somigliavo e per me fu un grande complimento.
  • I miei compositori preferiti: Beethoven, Verdi, Mahler, Tchaikovskij.
  • I miei pittori preferiti: Pontormo, Klimt e soprattutto Michelangelo.
  • I miei eroi nella vita reale: disgraziato il mondo che ha ancora bisogno di eroi… se devo rispondere, dico i malati neurologici.
  • Le mie eroine nella storia: Elisabetta I, Caterina la Grande.
  • I miei nomi preferiti: quelli che evocano in me il ricordo di un’epoca dorata e colta.
  • Quel che detesto più di tutto: l’ipocrisia.
  • I personaggi storici che disprezzo di più: rispondo come Marcel. Non sono abbastanza istruito.
  • L'impresa militare che ammiro di più: ma che impresa militare vuoi ammirare? Più o meno necessaria, secondo i punti di vista, è sempre una tragedia.
  • La riforma che apprezzo di più: in ogni riforma buona, anche nella migliore, c’è una fregatura. Prendi la Legge Basaglia: diritti civili a tutti, compreso quello di autodeterminazione; però non è che i matti guariscano per legge, e sono le loro famiglie –ora molto più sole- a doverseli gestire. Dov’è il giusto? Io non ho risposta.
  • Il dono di natura che vorrei avere: una mente finemente matematica. A volte mi sembra di difettare di astrazione.
  • Come vorrei morire: nel sonno, ma soprattutto, dopo i miei genitori e prima dei miei figli.
  • Stato attuale del mio animo:vaga preoccupazione di non essere preparata a sufficienza per l’imminente futuro.
  • Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza: la disattenzione, essendo uno dei miei peggiori difetti. Bisogna pur essere indulgenti con se stessi!
  • Il mio motto: non arrendersi, mai.

I blog da premiare: fate i bravi, vorrei citare gli stessi dell'ultimo premio. Non me li fate ripetere, guardate il Versatile Blogger Award (Componente Instabile, Cine Blabla, Solaris, A Gegio film, Un paio di uova fritte, Pensieri cannibali, Vorrei essere un personaggio Austeniano). Grazie a tutti della pazienza!

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