La Gabbianella e il Gatto


Una gabbiana sta migrando verso Nord con il suo preziosissimo carico: porta un uovo, che deporrà all'arrivo. Sarà anche il suo ultimo successo, prima di soccombere alla stupidità umana, che inquina e calpesta tutto ciò che di bello la circonda. Zorba il Gatto vede mamma gabbiana e le promette di curare la sua prole, ritrovandosi così padre di Fifì, a cui bisogna insegnare a volare.
Enzo D'Alò ha firmato uno dei pochi cartoni animati italiani veramente belli e commoventi, ben costruiti ed eleganti. E' vero che la sceneggiatura non è originale e il libro di Sepùlveda era più lirico e dolce, soprattutto perché non inseriva nel racconto intrusi poco interessanti e poco pertinenti, quali i Topi e i brutti intercorsi di questi con i Gatti, ma il film è piacevole e arguto. Inoltre ha il grande pregio di esser breve, virtù ormai dimenticata dai cineasti di ogni latitudine.
Se non vi strappa una lacrimuccia Kengha la Gabbiana e non vi provoca un sorriso Zorba, attenzione: vi state facendo contaminare dalla mancanza di poesia del vuoto che ci assedia.

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