domenica 8 aprile 2012

Chéri


Le cortigiane più famose di Parigi vivono negli agi, ma sono costrette a frequentarsi tra loro, essendo inarrivabili i salotti della buona società. Il figlio di una tra queste, una tonda matrona inacidita, a soli vent'anni è già nauseato della vita; la già attempata ma sempre fascinosa amica della madre, Lea, decide di prendersene cura e "svezzarlo", ma il legame si trasforma in una relazione di sei anni che somiglia tanto ad un'unione maritale.
Quando per volere della oppressiva mamma Chéri si sposa con un'adorabile e pura fanciulla, la separazione da Lea è incredibilmente traumatica, poiché in lei sono riassunte la figura materna che avrebbe sempre voluto e l'ideale femminile sensuale che ha costruito per anni.
Stephen Frears non lascia ai posteri dei capolavori assoluti, ma una teoria di film solidi e ben fatti, assolutamente godibili e senza grosse falle. Insomma, per una volta faccio l'elogio del talento corposo, anche se non del genio. E' l'autore della più famosa rappresentazione de Le Relazioni Pericolose (c'era la Pfeiffer anche lì), di Lady Henderson Presenta, di Tamara Drew, di Eroe per caso, di Alta Fedeltà e del riuscitissimo The Queen, solo per citare alcuni dei titoli più noti. Tutto scivola perfetto come sul velluto, con una certa dose di humour inglese -che non guasta mai- e graffia un po', a volte più e altre meno.
Chéri punge meno di altri, ma fa una bella analisi critica dei rapporti tra madre e figlio.
Michelle Pfeiffer è ancora una donna bellissima, piena di charme e di mistero in quella sua elegante magrezza e spigolosità che le ha permesso di ricoprire i ruoli più svariati, dalla femme fatale di Scarface alla moglie stanca di Us, dalla giornalista in carriera di Up close and personal alla strega cattiva di Stardust. In costume, in particolare, se la cava sempre egregiamente.
Rupert Friend è giovane, ma non sfigura; il suo volto particolare, preraffaelita, è perfetto per incarnare la decadenza opulenta del primo Novecento. Kathy Bathes completa il trio con la solita bravura, ma senza eccessivo trasporto.

3 commenti:

  1. Aaaaargh cosa mi hai fatto ricordare, io ho odiato questo film, dopo un quarto d'ora volevo uscire dal cinema.
    La più grande pecca è la trama, nessun personaggio mi ha realmente coinvolto (nonostante abbia apprezzato le varie recitazioni), in più Chéri è la trasposizione cinematografica di ben due libri di Colette e quindi non ho ben capito le varie scelte dei protagonisti. Forse avrei bisogno di una seconda visione, ma dubito che lo farò nonostante la tua recensione (pardon).

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  2. L'attore che interpreta Chéri è bellissimo, è il Whickam di Orgoglio e Pregiudizio, nonchè il fidanzato (all'epoca) di Keira Knightley. Il film, però, è come privo di anima

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  3. Il consiglio è scontato, ma inevitabile per una bibliofila che non frequenta le sale cinematografiche: se non l'hai ancora fatto, leggi il libro di Colette (Adelphi)a cui il film è ispirato. Ci sono osservazioni sulla psicologia femminile molto delicate e vere!

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