venerdì 30 marzo 2012

Zia Mame


Patrick Dennis rimane orfano nella tenera infanzia ed è subito affidato all'eccentrica Zia Mame, che lo accoglie in un trionfo di cultura internazionale e champagne.
La zietta infatti sembra la copia di un Cigno di Capote, bellissima, colta, intelligente, circondata di intellettuali e piena di gusto; peccato sia un po' oca e abbastanza scollegata dalla realtà. La grande depressione del Ventinove minaccia di prostrarla, incapace com'è di adattarsi ad un lavoro qualunque. Mame è disorganizzata, vanitosa, incoercibile e insubordinata; la situazione migliora quando le sue risorse finanziarie aumentano cospicuamente.
Lontana dai problemi della vita quotidiana, la musa riesce a splendere, esempio intellettuale per il nipote in crescita e pietra preziosa della società NewYorkese del primo dopoguerra. Tra una stramberia e l'altra riesce persino a raffinare i gusti sentimentali di Pat e a portarlo per mano verso il lieto fine.
Fatto di racconti slegati ma facilmente concatenabili, questo libro non recentissimo ma sempreverde è divertentissimo dalla prima all'ultima pagina, non conosce punti di flessione ed è ricco di brio.
Assolutamente da consigliare!
Se leggendo aveste un'impressione di improbabilità, correggetevi: conosco almeno una persona che è incredibilmente simile a Mame. Non si può non volerle bene, così piena di charme e, tutto sommato, di buoni sentimenti, ma è altrettanto vulcanica e caotica... come accade a Pat, non si può rimanerle vicino a lungo, per tema di essere fagocitati.

1 commento:

  1. è uno dei romanzi americani che leggo (e rileggo) più volentieri
    irresistibili le pagine in cui Auntie cerca di lavorare e l'episodio del college

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