mercoledì 14 marzo 2012

Il mulino sulla Floss


Maggie e Tom sono i due giovani figli di un piccolo proprietario terriero infruttuosamente litigioso, il signor Tulliver. Questa piccola borghesia agricola inibita dalle lettere e impaurita di fronte ai cavilli legali era spesso preda di eventi sfortunati perlopiù autoprocurati; così i Tulliver si trovano, da padroni del mulino sulla Floss a indigenti disonorati. Ai figli l'arduo compito di lavare l'onta della caduta con il sudore della loro fronte.
Insomma, immaginate I Malavoglia, ma scritti di Jane Austen. Incredibile a dirsi, il prodotto finale è un gran bel risultato!
Da un lato il naturalismo delle disgrazie di personaggi umili e ignoranti, ancorché pieni di passioni tutt'altro che disprezzabili, dall'altro l'ironia graffiante e il romanticismo degni delle migliori scrittrici inglesi.
Maggie è condannata, dalla sua condizione femminile, a rinunciare ad ogni forma di riscatto attivo: la sua unica possibilità è un matrimonio, mentre ciò che lei desidera è una libera autodeterminazione. Tom, dal canto suo, è fin troppo orgoglioso del suo potere decisionale, ottenuto non certo in virtù del suo acume. Verso gli uni e gli altri G.Eliot mostra una compassione commovente e un umorismo geniale, macchiato solo dalla malinconia di un'eccessiva consapevolezza della realtà sua contemporanea.

1 commento:

  1. “una donna non ci guadagna nulla a esser tanto intelligente” e aggiunge amaramente “ho paura che non ne verranno che guai”; queste parole sono del padre di Maggie(l'eroina tragica) del romanzo.
    Stroria di amore e morte nell'Inghilterra dell'800.
    Ritratto splendido di una donna straordinaria

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