sabato 24 marzo 2012

Il grande sonno


Quello che fu il primo libro con il celebre detective Philip Marlowe, nel 1946 divenne questo famosissimo film con la coppia d'oro dell'immediato dopoguerra americano, Humphrey Bogart (per gli amici Bogie) e Lauren Bacall.
Se non conoscevate il pieno significato della locuzione hard boiled, ve lo spiegano loro qui: ambienti viziosi, detectives privati, traffici clandestini, belle donne fatalissime con le labbra a cuore e le scarpe a punta, molte pistole, tante sparatorie, un sacco di morti ammazzati, trame convolutissime e innumerevoli pacchetti di sigarette.
Marlowe viene ingaggiato da un anziano generale ormai costretto alla sedia a rotelle per risolvere un caso di ricatto, ma risolto questo nuove storie si affacciano all'osservazione dell'investigatore, come una sequenza di scatole cinesi: dal ricattatore al trafficante di foto osé, dalle foto osé alle corse dei cavalli, dai cavalli alla bisca clandestina. Unico punto fermo, le lunghe gambe della Bacall e il piombo aereo.
La sceneggiatura, a firma W. Faulkner, è piena di dialoghi brillanti ma la trama è così complessa che regista e cast dovettero telegrafare a R. Chandler per sapere chi avesse ucciso uno dei tanti defunti sul campo: dice la leggenda che neanche Raymond aveva le idee troppo chiare sull'accaduto. E' questo il motivo per cui il film, che parte benissimo, ha una flessione centrale in cui si rischia la noia, nonostante la turbolenza dell'azione: è troppo facile perdersi qualche nesso logico.
Dei due attori, lei è bella e lui bravo; sono sempre stata sorpresa del suo essere considerato un grande sex symbol dell'epoca, con quel viso lungo, bassotto e privo di lato B, ma non si può negare che fosse un grande attore, capace di una curiosa forma di fascino.

2 commenti:

  1. concordo: questo bellissimo film è molto intricato (ho dovuto vederlo due volte per capire che avesse ucciso Regan)
    BISOGNA COMPRARE IL DVD, anche per capire il significato della surreale canzone che Vivian (L. Bacall) canta nella bisca

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  2. Chef-d'oeuvre, rien que pour les acteurs et l'ambiance!

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