Milk


Siamo qui dalle parti del documentario.
Milk, Harvey è stato praticamente costretto a lasciare la Grande Mela, dove le sue preferenze sessuali lo rendono un discriminato; sono i Seventies, e nonostante l'ondata sessantottina di amore libero e visioni aperte, essere omosessuale è ancora molto difficile. Proprio per far valere la sua causa Milk inizia una carriera politica piena di disfatte: dopo 4 tentativi falliti, nel 1977 riesce finalmente ad ottenere una poltrona in Consiglio Comunale, divenendo in tal modo il primo gay dichiarato ad occupare una carica pubblica negli Stati Uniti. I guai sono solo cominciati... il suo compagno storico, non tollerando che Harvey sia totalmente assorbito dalle continua campagne elettorali, l'ha lasciato; in Consiglio c'è un tal Dan White che assume un atteggiamento politicamente ambiguo e nasconde un'omofobia pericolosa. Gli eventi iniziano a precipitare quando l'amante di Milk si suicida (sia detto in parentesi, essere il fidanzato di Harvey non doveva essere una passeggiata), e la fine annunciata si profila inesorabile.
Il film di Gus Van Sant è, prima di ogni altra cosa, una grande prova d'attore per Sean Penn, che gli ha garantito l'Oscar per il Miglior Attore Protagonista del 2009: sa fare tutto questo monstrum di bravura, il dannato (Mystic River, Carlito's Way, Dead Man Walking), il tenero (Mi chiamo Sam), il confuso triste (21 Grammi) e, qui, anche l'omosessuale impegnato. Anche i comprimari se la cavano piuttosto bene, da Emil Hirsch a James Franco, passando per Josh Brolin, il cui personaggio -lascia intendere il regista- forse non era tanto omofobo quanto piuttosto un gay "nascosto".
Il problema dell'opera, per quanto mi riguarda, è che tutto questo dispiegamento di forze e tecnica non lo esime dall'essere un po' noiosa: dov'è il pathos? Perso proprio nel taglio volutamente asettico-giornalistico, credo.

Commenti

  1. Sì, anch'io credo che a noi il film ci lasci freddini proprio per il suo legame stretto con fatti reali. La sceneggiatura assume che lo spettatore sappia già, almeno a grandi linee, quale fosse la situazione. Nel mio caso era la prima volta che sentivo parlare di questo Mr.Milk e non avevo idea di tutto quello che c'era al contorno. Per gli americani, l'omicidio del sindaco e di un consigliere di San Francisco deve essere stato un fatto memorabile. Immagino che per loro il finale sia commovente, ma a me la lunghissima coda di persone in lutto con un lumino in mano ha solo sorpreso.

    RispondiElimina
  2. I love this movie, combina in una sola pellicola due delle mie grandi passioni: San Francisco e Sean Penn! ho apprezzato molto la scelta di farne una cronaca, un documentario, piuttosto che indulgere nel pathos..che poteva anche essere facile, data la storia!

    e poi Sean Penn è semplicemente ME RA VI GLIO SO..non dimentichiamolo anche nella versione "smarrito" in This must be the place

    Flora

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il libro della Giungla

Basilico'

Wit - La forza della mente