martedì 6 dicembre 2011

Breaking Dawn - Sala 2 al Lux


Il Lux è uno dei cinema storici di Torino, costruito durante il Ventennio (ne porta tutte le stigmate architettoniche) e restituito ai fasti della passata grandeur da un recente restauro, in occasione dell'anniversario dell'Unità d'Italia. La sala 2 è media, come medio è lo schermo, e ieri era assolutamente VUOTA salvo che per noi. Mai abbiamo avuto un'intera camera di riproduzione ad uso privato -mi sentivo come The Aviator, finché non sono arrivate tre bambine a film iniziato, e se ne sono andate prima della fine.
Il film mi ha sorpreso molto: ero pronta a lanciare tutti i miei strali sull'ennesimo scarabocchio cinematografico targato Summit, ma mi sono dovuta ricredere. Non è certo un capolavoro, ma è più che discreto. Il regista sembra saper fare il suo lavoro, la sceneggiatrice ha operato scelte intelligenti e gli attori, incredibilmente, recitano. Persino Pattinson. il ridicolo involontario a cui ci avevano abituato è pressoché assente.
La coppia più strana del mondo, l'umana decontestualizzata e il vampiro compassionevole e filocristiano, va all'altare e parte per il viaggio di nozze, dove si concepisce un ibrido insperato che minaccia di uccidere Bella e consegnare Edward al manicomio degli immortali.
Lungo il percorso cogliamo qualche spunto di riflessione (sempre più sorprendentemente) più e meno serio.
I meno seri:
-sarà davvero così difficile camminare tra un sacco di invitati su un vertiginoso tacco a spillo? Al punto da dover ripiegare -alle proprie nozze- su un paio di scarpe da ginnastica?
-perché ai matrimoni tutti si sentono in diritto di fare discorsi cretini?
-dove si trova un vestito da sposa bello come quello?
-quanto si sono divertiti a girare la scena di Bella che si depila la prima notte di nozze?
-sarà più veloce Edward o Fiorello?
I più seri:
-è difficile affrontare il matrimonio. Io ancora non l'ho sperimentato, ma penso che la convivenza quotidiana e la struttura familiare definita irradino una luce diversa su tutti gli idilli. Charlie lo sa bene, e con un pizzico di sadismo chiede alla figlia se Edward le appare ancora così perfetto...
-ancora più difficile, affrontare la gravidanza. Indubbiamente è un cambiamento enorme negli equilibri del ménage: in un momento d'ira il neosposo esclama qualcosa di analogo a "dovevamo essere una coppia, e poi tu hai deciso tutto anche per me". Altro momento interessante è quello in cui Bella, sorpresa nuda dal marito, si ricopre frettolosamente: anche in condizioni più rosee vedere il proprio corpo deformarsi rischia di produrre simili effetti, anche in coppie apparentemente solide.
-quand'è che una masserella informe di grosse cellule totipotenti smette di essere un feto (in soldoni: una costituzione semi-parassitaria che vive ai danni di sua madre) e diventa un bambino (cioè: una persona)? Alcuni dicono che la transizione sia istantanea per la madre e che duri tutta la gravidanza per il padre, ma di sicuro il dibattito è aperto.
-chi deve decidere di tenere un bambino? La mamma, che è pur sempre il possessore dell'utero ospitante? Il padre? I genitori insieme, anche se il corpo interessato dal cambiamento è solo uno?

Mentre meditiamo, vorrei ancora esprimere soddisfazione per gli effetti speciali che hanno fatto di Kirsten Stewart una salma cachettica, anche se mi è sorto il dubbio che l'attrice sia davvero dimagrita. In questo caso bisogna scomodare paragoni altisonanti, per esempio con C. Bale e con E. Hirsch. In ogni caso i chili persi da lei sono finiti tutti addosso a Carlisle e a Emmet.
Sono un po' delusa dalla colonna sonora, che non presenta grandi novità, ma concordo pienamente con l'ultimo pensiero di Aro: chi disprezza l'ortografia non merita l'immortalità!

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