La mia africa



Karen è bella e ricca, ma le serve un titolo nobiliare; a questa necessità provvede il Barone Blixen, che la impalma per la sua ricca dote e la trascina sull’altipiano keniota a coltivare caffè. In questi possedimenti dapprima inospitali, che accolgono una tribù Kikuyu, Karen fronteggia da sola le difficoltà di interagire con una cultura estremamente differente, di intraprendere coltivazioni inappropriate ai terreni di altitudine elevata, di ribellarsi al ruolo statico della donna nelle colonie inglesi e tedesche degli anni trenta. Da sola, sì, perché suo marito si fa vedere a casa solo per trasmetterle qualche malattia venerea e per la maggior parte del tempo si occupa di cacciare o andare in campagna militare o trovare altri modi “virili” di scansare le durezze della vita quotidiana.
Le tengono talora compagnia Denis Finch Hutton e il suo amico Berkeley, due veri amanti della letteratura, della musica e dell’Africa. In particolare Denis si scava un posto nel suo cuore, lui fiero come un leone e libero come un Masai, onorevole e romantico, un po’ allergico ai comandi della società costituita.
Il libro della Baronessa è il diario accorato e sincero di una donna intelligente e aperta con un mal d’Africa acuto e rassegnato; rispetto al film si concentra molto più sul rapporto delicato con i Kikuyu e le loro usanze, i tribunali, la piccola scuola da lei inaugurata. Il film ruota più insistentemente sul rapporto fallimentare col marito e su quello idilliaco, fuori dal tempo, con Denis, corredando il tutto con immagini perfette e di grande forza emotiva. Un po’ cartolina? Forse, ma stiamo parlando del Kenia degli anni Trenta, ancora vergine nella sua ferocia e nella sua bellezza, pur nell’esproprio coloniale. In ogni caso la splendida fotografia con un po’ di tabacco e tanto verde dell’opera di Pollack trae il meglio dal tris di grandi attori a sua disposizione: M. Streep, K.M. Brandauer e R.Redford. Sempre commovente, anche dopo decine di visioni. Colonna sonora suggestiva e azzeccata.

Commenti

  1. il dvd in questione occupa un posto d'onore nella mia collezione di classici
    peccato solo che la grandiosità delle immagini sia mortificata dal piccolo schermo
    lei, la LEONESSA MERYL, è bravissima nell'interpretare un personaggio complesso, epico e sensibile insieme

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