lunedì 19 settembre 2011

Amadeus


L'ultrapremiato film di Forman si presenta con i colori e il disegno di un dipinto fiammingo, carico di tinte soprassature e linee voluttuose. Tratto da una pièce di Shaffer, narra gli ultimi 7-10 anni della vita di W.A. Mozart da un punto di vista rivoluzionario per il 1984, ovvero con gli occhi di Salieri, il suo massimo antagonista. Ripercorriamo insieme a lui, ormai vecchio e folle, gli anni della creazione operistica, delle sinfonie maggiori, della miseria e dell'alcool, e scrutiamo quasi di nascosto il tragico rapporto con un padre padrone, la paura della morte, la fossa comune.

Salieri non era musicista malvagio, piuttosto colto e raffinato, noto inoltre per la sua vita proba; deve essere però durissimo, al limite dell'annientamento, vivere con la lucida coscienza dei limiti del proprio talento quando si ha la capacità di riconoscere il Genio che ci vive accanto. Scrivere al tempo di Mozart sarebbe stato abbastanza per azzerare qualunque dote non altrettanto eccezionale. Così è stato per Telemann, oscurato da Bach, così deve essere stato per gli innumerevoli scultori che popolavano Roma mentre Michelangelo realizzava la Pietà. Sembra di sentire la frusta di Capote che li tormenta senza requie.
Forman è stato capace di dare alla pellicola un taglio personalissimo, di incredibile effetto drammatico, con un protagonista più che sopra le righe, ipomaniaco, fantasioso e incoercibile, sbadato, presuntuoso, volgare e meravigliosamente folle, da contrapporre a questo antagonista triste ma così umano, comprensibile, lacerato e solo.

Mi è un po' dispiaciuto, invece, che si negasse così recisamente l'aspetto politico del lavoro di Mozart, visibile soprattutto nella sua produzione tedesca (per prima cosa, è già politica la scelta della lingua, ma se ci fossero dubbi, non si può non vedere un intento filosofico-politico manifesto nella trama e nella simbologia massonica del Flauto Magico, assimilato qui ad un'operetta da popolino). Inoltre viene completamente scotomizzata la figura della sorella Nannerl, che mitigava un po' gli eccessi del compositore.
La musica è favolosa, ma forse dirlo è superfluo. Qual è il vostro brano preferito? I miei sono il duetto tra Papageno e Papagena e il Lacrimosa del Requiem, ma è un dolore non poterli elencare tutti.

4 commenti:

  1. Bellissimo film! La vita di Mozart romanzata al punto giusto! ;)

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  2. vado un po' fuori tema, ma non posso farne a meno:
    la coppia SALIERI-MOZART presenta notevoli analogie con la coppia FABIO GARAGNANI- P.F. CASINI.... entrambi musicisti a Vienna (entrambi erano DC a Bologna) il più vecchio invidia follemente il più giovane (Garagnani ha 4 anni + di Casini e muore di invidia per i suoi successi) il più vecchio è castissimo mentre il giovane piace alle donne (Garagnani non ha mai sfiorato una donna che non fosse sua madre, Casini è un collezionista); manca solo la morte improvvisa di Casini e la follia di Garagnani...

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  3. wonderful! film splendido..e quanto alla colonna sonora, sarò banale ma la mia preferita è Papageno! aspetto con ansia il post promesso stamattina sugli interessi normali dei 27enni ;)

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  4. Non ho visto il film, pero mi fa pensare al mio lavoro ;)

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