S1m0ne



Al Pacino, produttore holliwoodiano in declino, non riesce a piegare la sua musa ai suoi voleri (Natalie Portman) e decide, grazie al lascito di un genio folle, di crearsene una a sua immagine e somiglianza: S1m0ne, bionda esplosiva figlia del sistema binario. Naturalmente S1m0ne è l’attrice con la vita privata più privata al mondo, e relazioni sociali ridotte all’osso… dal momento che esiste e parla solo tramite il suo Pigmalione, che –finalmente-raggiunge la gloria; moglie e figlia all’inizio sono scettiche, poi temono la figura della bionda ambita e di estremo successo, e infine scoprono l’incredibile verità. Dopo l’iniziale, brevissimo smarrimento mostrano una reattività e un’adattabilità molto superiore a quella del protagonista, che per l’ultima ed ennesima volta viene salvato dalle sue donne, sia in carne ed ossa, sia virtuale.
Attacco interessante alla società dell’immagine, va poco oltre la tesi iniziale, senza svilupparsi in un progetto davvero graffiante. Al Pacino vale sempre una serata, ma S1m0ne non è certo la sua prova più emozionante, benché ci offra un paio di momenti divertenti di simulata schizofrenia.

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