I Miserabili




Che libro meraviglioso. Un vero romanzo. Romanzo è innanzitutto quello Romantico, Ottocentesco, che oltre ad una visione filosofica presenta soprattutto dei personaggi in una trama solida e avvincente, che si fonde nella Storia. Come l'Italia ha avuto Manzoni, l'Inghilterra Scott e la Russia Tolstoj, la Francia ha avuto Hugo.


Jean Valjean è appena uscito di galera e nessuno lo accoglie, se non un santo, il Vescovo Myriel, che per la prima volta dopo tanto tempo gli riserva la dignità di essere umano e lo costringe a mettere in discussione il concetto di coscienza. Risvegliatosi alla vita della giustizia, crea un piccolo impero operoso sotto lo pseudonimo di M. Madeleine e riceve la preghiera di Fantine, una ragazza madre, di occuparsi di Cosette, la bambina di lei. Allo stesso tempo, però, il solerte poliziotto Javert lo riconosce e ritarda i suoi piani. Quando Jean Valjean riesce ad evadere nuovamente dalla carcerazione autoinflittasi per salvare la vita di un innocente, in una delle scene più poetiche della storia della Letteratura, incontra Cosette e la salva da una vita di stenti e di umiliazioni, come la conduceva presso gli odiosi Thenardier.


La storia è ancora molto lunga, e riunisce Marius, l'avvocato barone bohémien più romantico e più sciocco e più adorabile del mondo, Eponine, la ragazza di strada con un cuore nero ma pulsante, Gavroche, il folletto dal cuore puro, Enjolras, il patriota amante della Patria, tutti legati da un unico filo conduttore che è il desiderio di Hugo di creare un enorme affresco a tesi in cui esporre la sua idea politica e riassumere la sua visione del mondo suo coevo.


Il progresso, anche tecnologico, secondo lo scrittore -in una poetica che ricorda molto Tolstoj- salverà l'uomo portandolo per mano -e per gradi- verso un futuro radioso dove trionferanno gli ideali della Rivoluzione, non più adombrati dalla violenza e dalla durezza; l'istruzione obbligatoria e di massa porrà infine termine al delitto, perché esso proviene anzitutto dall'ignoranza.


Il valore storico dell'opera è incalcolabile, zeppo com'è di digressioni storiche (dalla battaglia di Waterloo ai moti del Trentadue, passando per il regno di Orleans), architettoniche (i dedali di Parigi, e le sue fogne), religiose (la vita del vescovo da un lato, piena di restrizioni volontarie ma anche di buonsenso e bonomia, il convento di clausura con la fede cieca che sfocia nel grottesco dall'altro) e le armi, e i bambini di città (i Gamins) i forzati, gli studenti...


Se questo capolavoro ha un difetto è forse un eccesso di divagazioni, poste spesso a interruzione di un passaggio denso di pathos. Infatti Hugo è maestro nel creare brani di incomparabile tensione, in cui i personaggi assumono una vera tridimensione e accompagnano i sogni dei lettori per molto tempo: mi sembra di vedere gli occhi penetranti del vescovo che dice a Jean "Ho comprato la tua anima per Dio", o di sentire l'ex forzato mentre cerca di uscire da una tomba come la Sposa di Kill Bill, o ancora di avvertire la pelle d'oca in risposta alla pericolosità dei Thénardier che si avvoltolano come aspidi in un cesto di colombe. Non si può non amare questi miserabili, e i giovani che tentano disperatamente di lasciare tali miserie dietro di loro. Superbo, indimenticabile, grandioso, scritto in una lingua di sublime purezza (ho faticato un po', ma in lingua originale rasenta la perfezione). Vi basta? Se non vi ho convinto, provate per credere.

Commenti

  1. l'estate è il momento buono per rileggere i classici
    come questo MERAVIGLIOSO affresco della Francia del primo ottocento; personaggi indimenticabili (J. Valjean, Cosette, Gavroche, il vescovo Myriel...)
    forse lo rileggerò l'anno prossimo
    quest'anno, come forse avrai notato, era il turno di Stendhal

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  2. Certo che l'ho notato :)
    Però a me trasmetteva un senso di inquietudine spiacevole... adesso ho deciso di spolverare il reparto Oriente. A presto

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