Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

Helena (G.Jones) è una donna di mezza età appena abbandonata dal marito, Alfie, un sessantenne arzillo con pretese sportive e desideri sensuali ancora vispi (A. Hopkins). Mentre lei si rifugia nell'occultismo, lui si risposa precipitosamente con una prostituta decisamente vistosa, per l'imbarazzo di sua figlia (N. Watts). Sally, la figlia in oggetto, dal canto suo si barcamena tra un marito inconcludente e fedifrago e un superiore molto affascinante (A. Banderas) che le apre le porte del mercato d'arte.


Insomma, una commedia di Woody Allen dove tutti sono apparentemente infelici e alla ricerca di qualcosa, che poi è solo amore. Eh, sì, il maestro della commedia sofistico-psicanalitica sembra dirci che con tutti i nostri pasticci, le scelte azzardate, le insoddisfazioni latenti e le piccole e grandi slealtà manifestiamo il nostro bisogno d'amore, e viene ricompensato chi l'ha mostrato in modo più ingenuo e spontaneo e senza turlupinare il prossimo.


Niente di nuovo sotto il sole, salvo una diminuzione di quell'ottimismo inaspettato che concludeva film geniali come Manhattan; lo stile è un po' discontinuo e siamo lontani dal capolavoro, ma Hopkins è decisamente azzeccato e non mancano gli episodi divertenti. Meglio del precedente.

Commenti

  1. mah, a me è sembrato un film del tutto inutile..
    forse allen dovrebbe smetterla di girare un film all'anno...

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  2. NO, sono infelici davvero e non solo "apparentemente" E ALLA FINE DEL FILM sono ancora più disilluse (con l'eccezione di Helena, che trova conforto nella fede nella reincarnazione); ho notato, nella parte della sciacquetta, LUCY PUNCH che sembra abbonata a quel ruolo (la ricordo in LA DIVA JULIA: sciacquetta anche lì)

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  3. Allen forse dovrebbe smettere di girare un film all'anno, ma probabilmente lo giudichiamo con troppa severità perché da lui ci aspettiamo sempre calibri come "Io e Annie" o "Match Point". A ben guardare anche i suoi film un po' più scarsi sono commedie più che decorose, con la possibile eccezione di "Vicky, Cristina, Barcelona". Per quanto riguarda l'infelicità... i personaggi di Allen ci sono troppo affezionati per considerarla in toto una cosa negativa: l'unica che DAVVERO è stufa di essere infelice trova il modo di non esserlo più. Invece l'unico che diventa PIU' infelice (Roy, il marito di Sally) se lo merita, visto che è sleale e ladro. Credo che Lucy Punch sia condannata dal suo fisico atletico e dal viso volgare a quei ruoli. Poverina... speriamo che nella vita le vada meglio!

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