martedì 19 aprile 2011

Emma



Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà. L'incomunicabilità del sentire è una parte vitale del romanzo che Jane Austen più temeva non sarebbe piaciuto al suo pubblico.


Allevata dal padre vedovo, quando deve rinunciare alla sua compagna di sempre, Emma inizia a progettare il futuro altrui, cercando dapprima di raffinare la buona e rozza Harriet, poi di darla in sposa al viscido curato del paese; si invaghisce dello scapolo d'oro della comunità locale, senza avvedersi che è già segretamente fidanzato; rischia di non riconoscere la sua vera metà nella frenesia di accasare i vicini e i conoscenti.

Sir Knightley è accanto a lei da così tanto tempo che Emma ha pericolosamente cominciato a dare per scontati la sua presenza e il suo appoggio, a criticarne l'età più matura e la compostezza dei modi: quanto potrebbe esser più duro il vivere senza questa costante vigilanza benevolente!


Austen non delude mai né le sue eroine, né le sue lettrici, ciò di cui le saremo eternamente grate; Emma è uno dei suoi personaggi più moderni, indipendente com'è dalla schiavitù del doversi sposare per bisogno, forse unica nel manifestare a tratti il male di vivere, la noia e lo straniamento rispetto alla sua contemporaneità in tutto il panorama della letteratura inglese coeva.


Il film di McGrath restituisce vitalità al romanzo, grazie ad un sapiente uso di costumi, scenografia, fotografia e colonna sonora, perfettamente in linea con i gusti della scrittrice e, non a caso, premiata con un Oscar a R. Portman. G. Paltrow riesce ad essere in grande sintonia con lo spirito della protagonista capricciosa e "adorabilmente sbagliata", J. Northam è affascinante, credibile e rassicurante. Il suo unico difetto è di concedersi al grande pubblico con troppa parsimonia.

Nessun commento:

Posta un commento