giovedì 31 marzo 2011

Montedidio



Un ragazzo di soli tredici anni, il cui nome non sapremo mai, lascia la scuola per cominciare a lavorare presso un falegname e contribuire finalmente al bilancio familiare; riceve anche uno strano pezzo di legno che arriva da lontano, un boomerang il cui nome non sa pronunciare, che ha un peso anomalo e la strana capacità di far scorrere la corrente lungo le sue linee di forza. Ogni sera il protagonsta si allena a lanciarlo, senza mai lasciare la presa di questo oggetto che non è un gioco, ma non è un utensile: è una forma di arma, va conosciuta prima di usarla, per non far danni.


Per continuare a coltivare l'italiano, lingua muta che ispira timore e reverenza, quando non sospetto, inizia a scrivere un diario su un rotolo per scontrini fiscali, raccontandoci del suo datore di lavoro, solare ebanista pescatore, del calzolaio Rafaniello, anziano ebreo gobbo giunto dal nord Europa nel tentativo di raggiungere la Terra Promessa alla fine della Seconda Guerra Mondiale, della malattia della madre, del sentimento nuovo per Maria, una coetanea vicina di casa che da anni subisce molestie dal padrone dell'alloggio, con la connivenza dei di lei genitori.


Erri De Luca ha scritto pagine brevi di intenso lirismo che, se all'inizio tendono a stuccare con gli accenti melò più napoletanamente meroliani (i termini "ironia" e "dissacrante", che così bene si sposano con la tematica in esame, sembrano sconosciuti all'autore), convincono però fino in fondo mano a mano che il lettore si lascia travolgere dalla carica poetica che trasuda da ogni pagina e dallo spietato ottimismo della mente giovane e pulita del protagonista. Maria e il suo falegname, come in un moderno presepe interreligioso ambientato in questo quartiere brulicante di vita, possono aspirare ad assistere al volo di un angelo che difenda il loro amore e il loro futuro, e Napoli è la città dove, forse non solo a Capodanno, le persone trovano la forza di defenestrare ciò che è vecchio e cattivo.

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