We want sex - Nazionale sala Due

Uno dei più famosi cinema d'essay di Torino, sito in seno al Conservatorio, ci ha ospitato ieri sera in una sala ampia con un bello schermo, penalizzata dalla disposizione delle poltrone, non sfalsate e un po' troppo laterali.

Il film è grazioso e illumina un pezzo di storia europea a noi perlopiù ignota, troppo remota per l'osservazione diretta, troppo recente per la trattazione accademica.

In un'epoca di gonne ristrette e salari ancora più striminziti, un gruppo di operaie Ford osano ciò che nessuno si aspettava da loro: cominciano a scioperare per giusta causa ("se una donna arriva a scioperare, il motivo è valido") e, irrise e minacciate dagli stessi colleghi maschi oltre che dai sindacati e dai padroni dello stabilimento, proseguono fino a pretendere la parità retributiva, che in tante cariche più e meno prestigiose è tutt'oggi un miraggio anche nei paesi del sedicente primo mondo. Alla guida del gruppo, Rita, coraggiosamente bruttina e fortunata moglie di un uomo buono e piuttosto avanguardista, nata timida ed evoluta loquace rappresentatrice di sperequazioni reali.

Cast di ottimi caratteristi (B. Hoskins, S. Hawkins, R. Pike), un po' troppo Botox sul viso del Ministro Castle/M. Richardson -l'espressività ne risente-, ma il regista (N. Cole) sembra un po' sottotono rispetto a Saving Grace.

Il livello di sviluppo di un paese si giudica dalla condizione femminile, diceva Marx... siamo davvero certi che fosse Karl e non Groucho??

Commenti

  1. Me lo sono persa in sala...ma non vedo l'ora di recuperarlo in DVD!
    Un bacio

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