Il Mercante di Venezia

Bassanio è un giovane in ambasce finanziare, ma può contare sull'amico che tutti desiderano: Antonio, che offre in pegno il suo corpo al suo peggior nemico, l'usuraio ebreo Shylock, per sollevarlo dalla sua squattrinata contingenza. Bassanio può così lasciare Venezia e dedicarsi ad un'attività produttiva... fare il filo alla buona e bella Porzia, il cui cuore si aggiudica per eccesso di modestia (o di furberia?). Proprio nel momento in cui tutto sembra sorridergli, gli giunge notizia che le ricchezze di Antonio sono perse in mare, e Shylock, ulteriormente inasprito dalla decisione della figlia Jessica di sposare un cristiano, preme per riscuotere il suo credito, una libbra di carne di Antonio, da lui stesso prelevata nella regione del cuore. Sposato immantinente il suo amore, e speditolo a Venezia da Antonio, dopo avergli consegnato un anello simbolico, Porzia lo segue travestita da giudice e architetta uno stratagemma per salvare Antonio e insegnare al marito il valore di una promessa.

Shakespeare introduce in quest'opera due elementi estremamente interessanti. Innanzitutto l'antisemitismo: Shylock sembra a noi oggi una rappresentazione grottesca, ma la rabbia e l'impotenza di quest'uomo ricco e malvagio sono disturbanti, ci mostrano la paura dell'estraneo da un lato e l'ira repressa della frangia che decide volontariamente di non integrarsi, con un'attualità e un'universalità che non vedremo per secoli nella storia dell'arte a seguire.

L'altro elemento è l'evidente femminismo, inconsueto per l'epoca, della figura di Porzia che, ricca, buona, bella e sveglia, sceglie un uomo in difficoltà -sotto molteplici punti di vista- e gli risolve tanto problemi. Si diverte anche un po' a prenderlo per il naso, ma nonostante gli sia superiore anche per fedeltà e affidabilità, non smette di amarlo.

La riduzione cinematografica di Radford è accurata e calligrafica, con J.Irons e J Fiennes molto bravi e Al Pacino meraviglioso come sempre; ma per Porzia davvero non si poteva trovare niente di meglio? L. Collins non è attrice malvagia, ma è orribilmente bruttina...

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