My Antonia

Alla fine dell'Ottocento, la colta famiglia Shimerda lascia la Boemia per una casa di fango nelle sconfinate praterie del Nebraska. Antonia (con un esotico accento sulla prima A), figlia maggiore e favorita dal padre musicista, conquista subito le simpate di Jim, nipote dei vicini e suo primo insegnante di inglese.; insieme percorrono il duro processo di costruzione e organizzazione delle selvagge terre dell'Ovest. Come le sue coetanee emigranti, Antonia è costretta a rinunciare all'istruzione e lavorare prima nei campi -sfruttata dalla famiglia- e poi a servizio nella vicina cittadina di Black Hawk -sfruttata dai ricchi-, sempre divisa tra la bruciante nostalgia per la terra natale e l'amore per i grandiosi prati del Midwest.

Il tono elegiaco della narrazione ammanta miseria e sconforto della protagonista e delle sue compagne Lena, Tiny, e le tre Mary, spruzzandole di una patina romantica e glamour senza nascondere nulla della fatica usurante e bruta, né della malinconia lacerante che le accompagna per la parte migliore delle loro esistenze.

Poco nota in Italia, questa mirabile opera di Willa Cather merita un posto accanto ai grandi esemplari del romanzo americano.

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