Moon


Molto poetico, ecco trovato il mio film fantascienifico preferito dell'anno.
Sam Bell lavora da tre anni in completa solitudine su una base lunare dove si estrae un particolare isotopo dell'Elio, fonte fondamentale di energia sulla Terra. Comincia ad avere allucinazioni e perdite di coscienza, finché non ha un grave incidente fuori dalla sua astronave. Apparentemente si risveglia in infermeria, attorniato dalle amorevoli cure del robot Gerty, ma dopo pochi giorni scopre un'altro Ben, ferito nell'incidente e lo cura. Capisce così che il suo corpo è stato duplicato, ma chi dei due è il clone?
Entrambi. Ebbene sì, l'azienda per cui il vero Ben era impiegato aveva preparato decine di cloni a rapida scadenza (vivono solo tre anni), pronti ad essere sostituiti da altri consimili. I due Ben progettano allora un piano di fuga...
Girato con un budget ridottissimo, è un curioso esempio di cinema indipendente; costruito come una piéce teatrale, si regge sull'interpretazione di un'unico attore e sulla sola voce di un doppiatore, che fa parlare il computer di bordo. Molto innovativo lo studio dell'individualismo e dell'unicità del carattere dei singoli cloni. Nonostante questa mancanza di computer grafica, costumi, ambienti ed effetti speciali, crea una suspence notevole e appassiona il pubblico senza ricorrere ad immagini visivamente accattivanti: è l'anti-Avatar, in una parola. Meritevole.

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