La spada di Shannara

Orribile esempio di plagio senza vergogna, è una pallida imitazione del Signore degli Anelli. Il mezzelfo Shea deve partire per recuperare la spada di un suo avo, Jerle Shannara, e distruggere con il suo ausilio il signore degli Inganni, un morto che non ha fatto pace con la sua mortalità. Il suo viaggio con la Compagnia di elfi, nani, uomini del sud è una tale viscida scopiazzatura del nobile precedente che si prova difficoltà nel volgere le pagine, ma -con notevole faccia tosta-l'autore ha sempre negato debiti di paternità, osservando che i temi ripresi sono simili solo perché mutuati da uno stesso scenario nordeuropeo.
Di Terry Brooks si dice sia lo scrittore i cui libri vengono più spesso rubati dagli scaffali delle librerie, ciò che pensavo fosse per uno scrittore alto complimento: può darsi invece sia sintomo della non disponibilità a pagare anche un misero prezzo per le sue opere.
Nonostante la mancanza di ritmo e la pedanteria, aggiunti a frecciate politiche didascaliche e un po' inqiuetanti -come l'esportazione della democrazia e la necessità della guerra preventiva-, gli si deve comunque riconoscere il pregio di qualche invenzione poi ripresa da autori posteri, come il rapporto tra druido e protagonista, il tema della ricerca dissennata dell'immortalità (Harry Potter), gli spettri del maligno (Harry Potter, ancora, ed Eragon) e persino gli enormi insetti semimetallici delle opere di Miyazaky (Nausicaa, Princess Mononoke). Un puro valore storico.

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