Operazione Valchiria

Gli americani hanno un termine da usare per i film così, è muscular. Tutto è muscoloso, virile, onorevole e perbene, pistola in mano e panetto di plastico in borsa.
Un ufficiale delle SS, disgustato dalla follia del regime nazista che divora i suoi figli, si unisce ad un gruppo di dissidenti per attentare alla vita del Furer e si conquista la sua fiducia giungendo a modificare il piano d'emergenza Walkiria, progettato per l'eventualità della morte di Hitler in modo da mettere al sicuro il Reich. Purtroppo conoscamo già l'esito di questo sventurato sogno.
Tom Cruise sembra a dir poco sprecato per la parte e con lui tutti i caratteristi bravi ma ancora non scevri da un'ombra di ridicolo e inadeguatezza nel vestire i panni di romantici gerarchi. Carino l'attendente slavatello del protagonista.
L'intreccio, non privo di ritmo, è un po' sempliciotto e poco spazio viene dato alla figura della moglie di Cruise, donna bellissima ma eccessivamente remissiva. Il suo unico vero valore sta nel sottolineare che non tutti i tedeschi chinarono passivamente la testa di fronte alla follia generale; i multipli tentativi di eliminare i vertici della dittatura non sono sufficientemente noti alle masse.

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