giovedì 12 agosto 2010

Frost/Nixon - il duello

Dopo A Beautiful Mind e Cinderella Man, Howard torna a romanzare storie vere, in questo caso l'intervista fiume che David Frost rivolse a Nixon dopo lo scandalo Watergate, unica forma di processo che il presidente subì per i suoi misfatti. David si assicurò che la telecamera si trasformasse in un'arma non spietata ma efficace e coraggiosamente portò avanti il suo progetto a costo di grossi rischi personali, economici e di visibilità, che condivise con tutto il suo staff.
Ottimi Sheen e Langella, gli attori che interpretano i protagonisti; tanti validi caratteristi anche per i ruoli secondari, ammesso che così si possa definire tutto l'organico che permise la realizzazione dell'evento.
I due comprimari si fronteggiano "senza esclusione di colpi", come Nixon desiderava, e -entrambi temibili lottatori- commettono in partenza il medesimo errore nel sottovalutare l'avversario: Nixon è accecato dal senso di superiorità verso un contendente di umili origini, anche intellettuali, specializzato in intrattenimento; Frost cade nel tranello di cui sono spesso preda gli idealisti che vantano la ragione dalla loro parte, ovvero il non considerare che un uomo di tale successo politico, ancorché palesemente colpevole e probabilmente fraudolento nelle intenzioni, deve possedere sufficiente carisma da cavarsi d'impiccio in situazioni spiacevoli e incantare, mesmerizzare perfino, un uditorio vergine.
Interessante.

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