venerdì 13 agosto 2010

Alien

Le prime cose che aggrediscono lo spettatore sono il colore e il commento musicale, i migliori strumenti per veicolare il senso di angoscia crescente che accompagna i protagonisti della sfortunata vicenda. Le scene sono cupe, in contrasto con il precedente cinema di fantascienza che prediligeva setting semi-chirurgici illuminati a giorno, con una prevalenza di toni blu; il rumore di fondo persistente e la colonna sonora dai tratti dissonanti completano il quadro di un futuro prossimo poco accogliente, simile a quello perfezionato e ancora più abbrutito di Blade Runner, di poco successivo.
Sull'astronave Nostromo Ridley Scott raccoglie un equipaggio molto eterogeneo, in cui i caratteri si dividono in modo un po' manicheo tra quelli dominati dal senso del dovere, ognuno a suo modo, e quelli diretti dal'avidità, il male del nostro tempo, e vero motivo dell'assalto dell'alieno.
Film profondamente pessimista, con una brava attrice svilita nella sua femminilità e qualche scena di brivido, ma con poco senso del ritmo, curiosamente lento per il genere.
Della figura aliena si è detto persino che il suo creatore, Giger, lo intendesse come una forma di Dark Lady, incarnazione di bellezza e pericolosità, raffigurazione degli attributi sessuali femminili; in sincerità, se il disegnatore davvero fantasticava di genitali con doppie chiostre di denti aguzzi, forse uno strizzacervelli freudiano vecchio stampo gli avrebbe giovato.

1 commento:

  1. E' facile ritrovare proprie impressioni però scritte da altri, anche se l'hai visto diverse volte. Sull'alieno ci sarebbe da scrivere un trattato, visto come l'hanno trattata nel quarto capitolo.

    RispondiElimina