Alien

Le prime cose che aggrediscono lo spettatore sono il colore e il commento musicale, i migliori strumenti per veicolare il senso di angoscia crescente che accompagna i protagonisti della sfortunata vicenda. Le scene sono cupe, in contrasto con il precedente cinema di fantascienza che prediligeva setting semi-chirurgici illuminati a giorno, con una prevalenza di toni blu; il rumore di fondo persistente e la colonna sonora dai tratti dissonanti completano il quadro di un futuro prossimo poco accogliente, simile a quello perfezionato e ancora più abbrutito di Blade Runner, di poco successivo.
Sull'astronave Nostromo Ridley Scott raccoglie un equipaggio molto eterogeneo, in cui i caratteri si dividono in modo un po' manicheo tra quelli dominati dal senso del dovere, ognuno a suo modo, e quelli diretti dal'avidità, il male del nostro tempo, e vero motivo dell'assalto dell'alieno.
Film profondamente pessimista, con una brava attrice svilita nella sua femminilità e qualche scena di brivido, ma con poco senso del ritmo, curiosamente lento per il genere.
Della figura aliena si è detto persino che il suo creatore, Giger, lo intendesse come una forma di Dark Lady, incarnazione di bellezza e pericolosità, raffigurazione degli attributi sessuali femminili; in sincerità, se il disegnatore davvero fantasticava di genitali con doppie chiostre di denti aguzzi, forse uno strizzacervelli freudiano vecchio stampo gli avrebbe giovato.

Commenti

  1. E' facile ritrovare proprie impressioni però scritte da altri, anche se l'hai visto diverse volte. Sull'alieno ci sarebbe da scrivere un trattato, visto come l'hanno trattata nel quarto capitolo.

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