pane e tempesta

Poetico e grottesco insieme, l'ultimo nato di Stefano Benni è il primo suo libro che ho letto, in una delle mie frequenti traversate transalpine ferroviarie.
Un paesello sperduto è minacciato da un'ondata di produttività cementificia, e il riccone del paese ha deciso di far abbattere il vecchio Bar Sport, tradizionale luogo di ritrovo delle poche anime autoctone. Come potranno Nonno Stregone e i suoi compaesani a salvarlo dall'orrido destino della tramutazione in centro polifunzionale interno a super-iper-mega-mercato?
Ci imbarchiamo così in una galleria di personaggi curiosi, storielle, poesiole e divertissement che invece di darci una risposta ci pongono domande: qual è il fine di salvare un vecchio bar decrepito? L'anima di un gruppo di amici, o piuttosto di un particolare periodo di tempo , si può cristallizzare in un locale? Cosa davvero ci manca quando giungiamo al tramonto della vita, come capita ad Archivio e al Nonno? e soprattutto: "quali sono le ventisette azioni dell'uomo civile?"
La risposta è complessa, ma una cosa è certa: regalare un libro ad un'amica rientra nel novero. Grazie, Sara.

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