la moglie dell'artista


Max Phillips ripercorre la vita tumultuosa di una delle grandi muse del Novecento, Alma Mahler, la donna seducente ed egoista che incantò la Vienna post-imperiale. Andiamo alla scoperta di Klimt, Mahler, Gropius, Kokoschka e Werfel, personalità di spicco tra le più diverse e interessanti del panorama culturale dell'epoca, con una inguaribile, sfrontata e simpaticissima snob. Non c'è stato posto nella sua vita per l'autocommiserazione e, più in generale, per un acuto senso del tragico: la personalità fattiva, indomita e positiva di Alma è il tratto dominante di un romanzo autobiografico che si legge con piacere e risveglia una sorta di senso dell'avventura.
Piuttosto che inserire la copertina del libro, preferisco ricordare un dipinto lacerato e grandissimo di cui, leggendo, scopriamo la genesi.

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