venerdì 27 novembre 2009

proof

Alla morte dell'amatissimo padre, la figlia di un folle genio della matematica è attanagliata dal''immobilizzante timore di aver ereditato dal dotato genitore non solo un talento scientifico eccezionale, ma anche una spiccata tendenza all'alienazione. In occasione del funerale ha modo di elaborare le sue paure, in compagnia della sorella, donna pratica e arrivista, e di uno studente del padre, da tempo innamorato di lei, ripercorrendo gli ultimi anni trascorsi nell'accudire il padre durante la progressione del suo deterioramento.
Quattro attori in scena, che si muovono per lo più nella grande casa dello studioso scomparso, rivelano l'originaria natura per palcoscenico della pièce. Quattro superbi caratteristi, tra cui spiccano il sommo Antony Hopkins e la bravissima Gwineth Paltrow, così poco diva holliwoodiana e così chiaramente a suo agio in ambito teatrale: dimostra qui, se mai ce ne fosse stato bisogno, di saper recitare con le sopracciglia, con le mani, con la postura del tronco prima ancora che con le parole.
Racconto molto misurato, privo di slogan sbandierati; analisi, calcolo sono i tramiti con cui la protagonista rifonda una nuova fiducia in se stessa, dimostrazione dopo dimostrazione, e arriva ad accettare l'incertezza di trovare una prova definitiva della realtà, fino all'ultimo respiro di vita.

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