Scream

Di W.Craven,con N.Campbell, C.Cox, D.Barrymore, S.Ulrich, H.Winkler. 1996

Mostra immagine originaleNella borghesissima, tranquilla provincia americana un assassino mascherato come l'Urlo di Munch fa strage di diciassettenni più o meno perbene. La giovane Sydney si trova nell'occhio del ciclone proprio ad un anno dall'omicidio efferato di sua madre, e comincia a sospettare del suo ragazzo, Billy. Nel frattempo, oltre alla polizia, sulle tracce del maniaco si mette anche Gale Weathers, giornalista in cerca di scoop.

Insieme paradigma e parodia dell'horror-slasher anni Novanta, Scream è giustamente entrato a far parte della storia dei film di genere.

Ha tutto per essere un buon horror: ritmo, suspence, trama abbastanza solida nella sua incredibilità, buoni attori ben calati nel ruolo e soprattutto una splendida atmosfera. Prima delle Casalinghe disperate, e di tutto l'analogo filone da loro inaugurato, ha reinserito con un affondo lynchano il delitto e una certa sottile crudeltà nei borghi lucidi e impeccabili delle cittadine oltreatlantiche. Insomma, nonostante la sua età, e senza scene eccessivamente trucide, riesce benissimo a regalare qualche brivido (soprattutto se in stanza con luce soffusa, vento e pioggia fuori dalla finestra e pop-corn caldi in braccio).

In secondo luogo, l'aspetto parodico: a parte la povera Drew Barrimore, molto brava ma respirante solo per una dozzina di minuti, gli altri protagonisti adolescenti sembrano stranamente scanzonati per tutta la durata della carneficina, durante la quale si ritrovano allegramente per vedere un film horror, e declamare -metacinematograficamente- le fondamenta della sua struttura. Impariamo cosi' da un maestro che in un buon horror, per sopravvivere, 1. non bisogna fare sesso (cioè peccato, che porta a morte; 2. né bere né drogarsi (che possono condurre al punto1); 3. mai dire "torno subito" perché non si torna mai. E abbiamo anche prova della verità degli enunciati, con uno dei sopravvissuti che urla "non sono mai stato tanto felice d'essere vergine"!
Tutto il film è pervaso da un umorismo intelligente rivolto a tutti gli stereotipi del genere, e la sorpresa è come il regista riesca contemporaneamente a indicarceli, riderne e purtuttavia farci con essi paura.

Altro aspetto assai presente è il citazionismo (hommage, come si battezzo' negli anni Novanta, che hanno portato questo fenomeno ad essere una forma d'arte a sé), grazie a battute prese a prestito dalle colonne portanti del genere e a riferimenti diretti a registi (Carpenter e Argento su tutti) e film quali La Casa, Carrie, Nightmare.
Ah, il preside vi ricorda qualcuno ma non è accreditato? Guardate il chiodo nel suo armadietto, e magari Fonzie farà capolino nella vostra memoria...
Peccato avessi già visto Scary movie, mi ha parzialmente spoilerato il finale.

Commenti

  1. L'Incipit con Drew Barrimore è genio puro ;-) Alla lunga purtroppo lo si confonde con "Scary Movie" tanto da non riuscire quasi a distinguere uno dall'altro, ma questo film resta molto brillante, ha portato nuova linfa allo slasher e alla carriera di Wes Craven ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Povera Drew, che brutta fine! in realtà Scary movie è proprio identico... peccato averlo visto prima :)

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il libro della Giungla

Basilico'

Wit - La forza della mente