venerdì 18 dicembre 2015

LOL (Laughing Out Loud)

Di L. Azuelos, con S.Marceau, C.Theret, 2008

Lola, detta Lol', e le sue due amiche liceali ci danno uno spaccato della vita di un adolescente della buona borghesia parigina (ma non solo): zero impegno, famiglie spesso traballanti, qualche canna, un po' di sesso, e infinite paranoie sugli ultimi due items. 

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Profondamente divertente, diventa sfumatamente disturbante per quanto  di vero ci sia sotto la patina superficiale e disimpegnata del prodotto finale.


I protagonisti sono tratteggiati con abbastanza cura, ma non sono accattivanti... adulti e ragazzi, sono tutti ugualmente insicuri, persi, pasticcioni, inconcludenti.

Gli adolescenti sono al limite dell'insufficienza mentale: anche se il tuo emisfero destro occupa larga maggioranza del tempo a fantasticare su storie sentimental-erotiche, dovrebbe ancora essere a disposizione una porzione, seppur minima, che permetta di svolgere qualche ristretta funzione della vita quotidiana, quale aprire un libro di tanto in tanto o presentarsi a tavola dopo la terza chiamata. Sti ragazzi non fanno nulla, da mattina a sera, ma riescono a presentare delle pagelle con voti risibili (degni di Usagi Tsukino): 2 di Fisica? considerando che i voti in Francia sono in ventesimi? 

Il vero problema, pero', disegnato con un certo acume, sono i genitori, la generazione di ex-sessantottini che manca agli occhi dei figli ( e degli spettatori) di qualunque autorevolezza: Sophie Marceau è particolarmente divertente, perché sembra la versione cresciuta del suo celeberrimo personaggio de Il tempo delle mele. Divorziata ma ancora si intrattiene col precedente marito, rappresenta perfettamente una personalità che non ha il coraggio delle sue decisioni, e neppure dei suoi fallimenti, che si è vantata della distruzione degli archetipi di decoro e ora ne teme le conseguenze sulla propria prole (dalla liberazione sessuale femminile al consumo di droghe). Dolce e gentile, scervellata al punto giusto per rispondere alla bambina che le chiede quale sia la sua materia preferita: "Cachemire, tesoro". Una perla.

Sotto l'aspetto frivolo è quasi un film di denuncia... molto divertente se lo si guarda con distacco. Poi quando vedo praticamente imporre la pillola a ragazzine di 14 anni ancora assolutamente illibate con l'emicrania comitata e le madri rifiutano di sospenderla, piene di terrore all'idea di diventare nonne, lo trovo meno divertente e più amaro.

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