Le Magnifique (Come si distrugge la reputazione del più grande agente segreto del mondo)

Di P.deBroca, con JP.Belmondo, J.Bisset. 1973

In messico l'agente segreto Bob Saint-Claire deve contattare la bella spia Tatiana e quando la conduce su un'assolata spiaggia per intrattenerla nelle consuete mansioni che uniscono agenti segreti e spie nelle produzioni di genere viene interrotto da una signora delle pulizie che passa l'aspirapolvere... perché Bob Saint-Claire altri non è che il prodotto seriale e iperbolico dell'immaginazione di François Merlin, scrittore in bolletta e timidone patologico.

Superba parodia del topos dell'agente segreto/speciale/controspionaggio, questo film poco noto da noi è un concentrato scoppiettante di humour e di trovate surreali e demenziali. 
Pur non avendo alte pretese di produzione colta e pensosa, fa riflettere in modo divertente sul transfert che ogni scrittore compie dal proprio vissuto alla pagina scritta, e ci fa ridere delle nostre sovrastrutture. L'ironia scanzonata non tocca solo l'inibito scribacchino che non arriverebbe a fine mese senza l'intervento provvidenziale della sua governante, ma sfiora frequentemente anche la vicina colta e sessantottina che denigra con paroloni di critica altisonante il genere di letteratura Z prodotta da Merlin ma nondimeno ne legge l'intera serie in una notte.

La sceneggiatura nasce da un litigio astioso tra i vari contributori, principalmente de Broca e Veber (che non volle essere nominato perché era stato contraddetto: una primadonna senza pari), ma è un non raro caso di genialità derivata da un conflitto. Alcune scene sono veramente magnifiche, come quella della traduzione con l'interprete multiplo e la citazione di Goldfinger con il cattivo costretto in un cubo di ferraglie da un compressore, ma ancora vivo. Austin Power ci fa un baffo, tra le Magnifique e OSS bisogna riconoscere che i francesi sono i soli ad aver scimmiottato il mito di James Bond con vera classe.

Belmondo è sfavillante, non l'avevo mai visto cosi' ispirato e splendente. Abbandonati i tristi panni di tanti eroi tragici riesce con garbo a far convivere il piacione gradasso dagli addominali in mosra (belli assai, bisogna dire) e il tenero imbrattacarte intellettuale. Bisset è bellissima come sempre, ma la preferisco in versione Tatiana.

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