Omicidio a luci rosse - Body Double

Di B. DePalma, con M. Griffith, C.Wasson. 1984, 114'

Un attorucolo di film horror viene scaricato da un set perché, soffrendo di claustrofobia, ha difficoltà a girare alcune scene. Un collega si propone di prestargli un magnifico attico pieno di piante in una specie di torre, e nella locazione è compreso uno spettacolino privato: la vicina, ben visibile grazie ad un cannocchiale, si diletta a rasserenargli le serate. Peccato che dopo qualche giorno uno sconosciuto che la seguiva la uccide crudelmente (con un mega trapano!). Di lì a poco il nostro protagonista scopre un'attricetta di film porno il cui cavallo di battaglia sembra proprio il siparietto della sua vicina ormai defunta...

Sembra un'astronave, ma è un appartamento.
Sono gli Eighties, baby...

Non tutto è male in questo Body Double, e il meglio è sicuramente l'omaggio a Vertigo (La donna che visse due volte) e anche a La Finestra sul Cortile di Hitchcock. Certo, a livello di suspance il maestro era insuperabile, mentre in questo caso il ritmo è decisamente più lento e l'individuazione del colpevole avviene entro i primi dieci minuti di film, prima ancora che l'omicidio sia perpetrato, ma pazienza. Siamo clementi.
Poi è molto divertente la rappresentazione (contemporanea, peraltro) degli anni Ottanta, con le loro assurde esagerazioni: i colori estremamente accesi, i vestiti sgargianti, eccessivamente sexy ed evidentemente scomodi, l'appartamento che si raggiunge con la funivia, l'opulenza dell'arredamento -il letto rotante è da antologia. L'altro lato della medaglia è l'eccesso di kitsch, fino alla nausea: l'ambiente gretto dei film di quarta categoria con i fondali che sembrano presi dai teatrini delle marionette, le palme finte, i tramonti fasulli, il trionfo del poliestere e un tripudio di violenza plasticosa che culmina proprio nella scena dell'assassinio. Orribile è orribile, ma il problema è che è ridicola. Non saprei dire se DePalma la volesse così. 
Devo dire che non amo molto questo regista, di cui salvo praticamente solo Gli Intoccabili, Carrie e Carlito's way. Il Razzie Award per Omicidio a luci rosse è ampiamente meritato: la sensazione generale è quella di veder, proprio malgrado, qualcosa di malriuscito anche se con intenti non del tutto disprezzabili. Alla fine la migliore è la Griffith, brava attrice che non si smentisce anche in questa parte un po' ingrata. Deludente la titolata colonna sonora di P.Donaggio.

Commenti

  1. Visto molti anni fa, ma mi pare di ricordare che a me l'eccesso che tu descrivi fosse sembrato intenzionale, e che valesse come critica alla plasticosità dei tempi. Dunque credo che il Razzie sia miope e ingeneroso. Gli anni ottanta erano davvero orribili e ridicoli. E il mondo del porno è davvero eccessivo, falso e deprimente.
    Hai ragione, il film è un evidente calco delle storie tipiche del Maestro, ma nota che anche il fatto che il colpevole sia facilmente identificato dallo spettatore mentre il protagonista non capisce nulla fino alla fine è un tipico meccanismo hitchcockiano per spostare la tensione dal tema classico (chi è il cattivo?) ad uno meno atteso (come farà mai il buono a salvarsi?).

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    1. Anche a me, come ho scritto, è sembrato intenzionale, e non è per questo che trovo il Razzie ben piazzato, ma perché il film non mi ha divertito. Anche Tarantino ha fatto cose evidentemente plasticose e volutamente sopra le righe, ma lo fa in modo che a me (sottolineo a me) sembra divertente. Il meccanismo hitchcockiano che espliciti è un'altra faccia della stessa medaglia: a Hitch non lo rimprovero perché mi inquieto per le sorti del suo protagonista, il maestro riesce a muovere in me qualcosa di empatico, mentre De Palma è (per me, e almeno qui) noioso.
      In realtà devo dire che vedere fino in fondo questo film è stato praticamente un compito più che un piacere: in definitiva è questo per me che merita il razzie.

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