martedì 31 dicembre 2013

Little big soldier

Di D.Sheng con J:Chan, L.Wang. Hong Kong, 2010

Un soldato ormai attempato si ritrova unico superstite di un'ennesima battaglia nella Cina arcaica del periodo della guerra tra stati. In realtà è "quasi unico": è sopravvissuto anche un generale nemico, in realtà principe ereditario. Fattolo prigioniero, cerca di tornare al suo villaggio, per ricevere cinque acri di terra e soprattutto l'esonero dal servizio militare, ma in tanti cercano il principe ereditario, a partire dal fratello che lo vuole morto per salire sul trono.

Dopo quasi vent'anni, Jackie Chan è riuscito a produrre il film che sognava, di cui ha scritto la sceneggiatura e di cui è fiero protagonista. Il risultato è un film piuttosto brillante, divertente e pieno di azione ma anche di momenti teneri, grazie a questo soldato semplice e sempliciotto ma di buon cuore che si fa accompagnare da un uccellino degno di Del Piero, lascia libere le sue prede perché ci fa amicizia e in fondo coltiva un patriottismo commovente, frenato solo dal suo profondo desiderio di pace.

Sino alla conclusione, è quasi un buddy movie travestito da polpettone storico, ma gli ultimi tre minuti ci riportano alla realtà della guerra: violenta, insensata e sempre senza un vincitore. In controluce, c'è anche una riflessione politica sulla necessità di unificazione, benché non accesa come in Hero di Zhang Yimou: alla fine la poetica cinese è sempre di sottomettersi al potere che, per quanto duro, garantisca il regno più efficace. Come filosofia può essere affascinante, ma preferisco contemplarla da lontano.

1 commento:

  1. Questo Jackie Chan mi è piaciuto molto! L'ho trovato a dir poco adorabile. Oltre che come artista marziale è a dir poco favoloso, quando non ha a che fare con Hollywood e non rimane invischiato in trame tamarro-ridicole e dal retrogusto stereotipato e vagamente razzista, è uno ottimo interprete :D

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