lunedì 3 giugno 2013

Lady Oscar (Le Rose di Versailles)

Nello stesso anno 1755 tre persone il cui destino sarà intrecciato nascono in tre paesi d'Europa: in Svezia, il Conte di Fersen, in Austria la Regina Maria Antonietta e in Francia il Conte Oscar François de Jarjayes. L'ultimo è in realtà l'ennesima figlia femmina di un generale senza eredi, che decide di allevare l'ultimogenita come un maschio e addestrarla all'arte della guerra. A sedici anni la ragazza è già al suo primo impiego, comandante della guardia della delfina Maria Antonietta, cui rimarrà legata da un rapporto di amicizia e di fascinazione per tutta la vita. Nell'equazione inseriamo anche André, assistente di Oscar perdutamente innamorato di lei, che ha occhi solo per l'amante della Regina. E poi Rosalie, le idee illuministe, Robespierre e Saint Just.
Considerata la Storia, è facile immaginare una prognosi infausta e un esito disastroso. 
Naturalmente avete ragione, ma Berubara (contrazione affettuosa di Versailles no Bara, il titolo originale) è molto di più di un polpettone in costume. 
C'è il topos nipponico dell'identità di genere, con una protagonista all'inizio obbligata ad essere uomo, ma poi molto contenta della sua sorte, che le ha dato un'impensabile libertà d'azione e di pensiero, al punto che l'accettaione della sua piena femminilità le è molto ostica: teme di perdere potere concedendosi alla sua pur adorata metà. C'è lo scavo nel delizioso e controverso personaggio di Maria Antonietta, dolce e scellerata sovrana totalmente priva di senso della misura e del destino, priva di cultura ma non di umanità, sola e affogata nella sua nausea e nei suoi divertissements; il tratteggio che Sofia Coppola ne farà 35 anni dopo gli è molto debitore. C'è l'amore romantico e disperato che, curiosamente per uno shojo anni Settanta, è portato avanti da un uomo di origini umili e non dall'eroina, che lo accetta suo malgrado. E poi c'è la rappresentazione della Rivoluzione più importante del mondo occidentale, vista con lo sguardo di un'osservatrice orientale, preparata amante di storia europea, che da un lato sposa candidamente l'ideale rivoluzionario con accenti socialisti, dall'altro coccola i suoi ri-umanizzati nobili come fossero i suoi personali Andrea Chénier.
Per quanto riguarda il tratto, non è il mio preferito dell'autrice Ryoko Ikeda, e forse è la manifestazione più acerba tra le sue opere più note, ma Oscar rimane uno dei personaggi più magnetici e riusciti di cui abbia mai letto, tostissima e fragile nelle sue divise eleganti, pronta a difendere la sua unicità fino alla morte.

6 commenti:

  1. Espiazione su di me, ho visto poche puntate dell'anime (quelle finali), in compenso grazie al mio fidanzato ho letto tutto il manga. Non sono un'amante delle opere storiche, ma Versailles no bara è riuscito a catturare tutta la mia attenzione, ad incuriosirmi e soprattutto ad insegnarmi qualcosa in più sulla rivoluzione francese. Questo manga andrebbe proposto agli studenti.

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  2. Da amante sfegatata del bellissimo e cupo anime, non ho purtroppo apprezzato il manga originale, dal tratto "ruvido" e troppo spesso costellato di inopportuni siparietti ironici.

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    1. inoltre l'anime è più "pulito" anche son state fatte innumerevoli censure

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  3. @ Sailor Fede: oltretutto gode di un'incredibile precisione storica, almeno per quanto riguarda i dati grezzi, che ho trovato anni dopo identici nei mappazzoni di Soboul.

    @ Babol: che piacere vederti qui! E' vero che soprattutto nella parte iniziale il tratto è proprio acerbo e, rispetto all'anime, rozzo. Col passare dei volumi migliora, parola di Tosca. Comunque anche io adoravo la versione animata, molto raffinata e, come tu dici, splendidamente cupa. In questo caso è la prima parte ad avere un disegno più curato e delicato, con una regia più intellettuale: ti ricordi i primi piani "à la Sergio Leone" che si dividevano in 5 parti di sfumature diverse? Che nostalgia!

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  4. Lady Oscar è uno dei miti animati della mia infanzia! Solo a sentire la sigla di Cristina D'avena mi vengono le lacrime agli occhi! Una delle mie aspirazioni è quella di leggere anche il manga prima o poi!

    ;-)

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  5. è un po' diverso... ma vedrai che ti piacerà :)

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