domenica 28 aprile 2013

Ranma 1/2

C'erano una volta due esperti di arti marziali, padre e figlio, in viaggio di allenamento in Cina. Sfortuna volle che capitassero alle Sorgenti Maledette, dentro le quali sono annegate centinaia di esseri viventi: chi vi si bagna assume, quando bagnato da acqua fredda, le specie dell'annegato, e ritorna normale bagnandosi con acqua calda. Non è chiaro? Spiego meglio: dopo l'incidente, al contatto con acqua fredda Ranma si trasforma in una fanciulla, e suo padre in un panda gigante. 
Ritornati in patria i due, Ranma scopre che le sue disavventure non sono finite: si ritrova invischiato in una serie di matrimoni combinati per interesse dal padre, che, in caso di difficoltà, risolve la questione trasformandosi in panda! La prima fidanzata è la mascolina Akane, un'adolescente acerba, buona ma timida e di brutto carattere. A seguire si aggiungono Shan-pu, amazzone cinese caduta nella fonte maledetta di un gatto, e Ukiyo, dolce ma determinata cuoca di okonomiyaki.
Se non bastassero i pasticci col genere femminile, Ranma si tira dietro anche tutta una teoria di amici/sfidanti maschi, dallo spadaccino Kuno (che odia Ranma maschio, ma si invaghisce della sua versione femminile) a Ryoga (che per colpa del protagonista è caduto nella fonte maledetta di un porcellino nero) a Mousse (innamorato miopissimo di Shan-pu, caduto nella sorgente dell'anatra).
E poi ci sono la mamma di Ranma che ha giurato di fargli fare hara-kiri se non crescerà virile (...ehm!), il vecchio maestro Happosai che a oltre cent'anni pensa solo alle gonnelle, la sorella ginnasta di Kuno...



Come avrete capito, il meccanismo che tiene in piedi questo manga è l'affastellamento: di personaggi, di situazioni (col protagonista che cambia continuamente sesso le risate sono assicurate), di gare tra lottatori di tutti i tipi. Ci sono tantissime sfide, ma mai violenza: le botte da orbi che i personaggi si scambiano sfondando tavoli, muri e pavimenti sembrano più scazzottamenti tipo film con Bud Spencer che non carneficine tarantiniane.
Ogni tanto i numerosissimi episodi tendono a scivolare nella ripetitività, e il limite principale del tutto è di non approfondire le psicologie dei singoli caratteri, in fondo in linea con l'estremo irrealismo (surrealismo, quasi) di tutta la vicenda. Alla fine è l'avvicendarsi di gag (magari singolarmente un po' cretine, perché no) a rendere esilarante la lettura, e non certo le embrionali simpatie tra Ranma e Akane (detto per inciso, la meno affascinante delle pretendenti). 
Il disegno è un vero ponte tra lo stile deformed degli anni Sessanta (penso a Tezuka, per esempio) e i topoi grafici degli anni Novanta, dove impereranno fisici impossibilmente slanciati ed esagerazioni inverosimili della forma-base-a-bottiglia-di-coca-cola. R. Takahashi dà l'impressione di essersi divertita da morire a caratterizzare degli archetipi, più che dei personaggi a tutto tondo, prendendo anche a prestito costruzioni già usate in precedenza (Lamù) e farcendo gli episodi con le citazioni più disparate, da A qualcuno piace caldo fino a  Lady Oscar

2 commenti:

  1. Ranma 1/2 è stata una delle mie primissime serie ed è una delle mie preferite! Ranma, i suoi amici, le trasformazioni assurde (parliamone, l'unico con una trasformazione seria è quello scoppiato di Collan Taro!), la cattiveria del maestro Happosai e gli scontri al limite dell'idiozia mi hanno divertita moltissimo ^^
    Alla fine è un po' tirato per le lunghe (il solito difetto della Takahashi che non si ferma al momento giusto) ma è davvero un manga che ho letto con gran gioia (e ogni tanto mi rileggo) ^^

    "R. Takahashi dà l'impressione di essersi divertita da morire a caratterizzare degli archetipi" --> Immensa verità ^^

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  2. Sì, Collan Taro è scoppiato per bene... Happosai è un fronto-temporale non demente, e come dici tu non si capisce come mai sia l'unico personaggio che Akane riesce a malmenare senza difficoltà: è troppo stupido per vivere!

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