Harry Potter e i doni della morte - Parte Seconda

A quasi due anni dalla sua uscita, in occasione di un passaggio televisivo, mi sono convinta a vedere l'ottavo e ultimo film della saga, dopo la grande delusione degli ultimi due. 
Continua l'azione, in medias res, riprendendo i personaggi da dove li avevamo lasciati: ci sono ancora metà degli Horcrux da trovare e distruggere e, avendo mutilato il sesto film, bisogna anche capire quali sono e che significato hanno per Voldemort. Inoltre occorre venire a capo del mistero dei Doni della Morte, ma per brevitas il concetto di Padrone della Morte non viene affrontato. In questo modo osserviamo il nostro terzetto magico che allegramente se ne va per la campagna inglese, fino a giungere a Hogwarts, ormai assediata dai Mangiamorte. Segue epico scontro con molti caduti.
David Yates ha finalmente finito di banalizzare e svilire una delle mie saghe preferite di tutti i tempi, che è stata ulteriormente privata di senso togliendo ogni spunto legato all'ambivalenza del personaggio di Silente, e del suo rapporto con la vittima sacrificale (Harry). Azzerato anche il discorso sulla morte che -notoriamente- non è più di moda.
Gli attori salvano un po' l'andamento generale della pellicola, forse perché hanno cominciato così giovani a dare un volto e un corpo a questi personaggi che ormai li interpretano per una forma di imprinting, col pilota automatico, visto che gli albori della eptalogia erano stati condotti da tutt'altri direttori (in particolare Columbus e Cuaròn). Persino la colonna sonora sembra più opaca, e i colori sono appiattiti sullo stesso grigio-bluastro ormai adottato da tre episodi, funzionale ma lugubre. 
In segno di protesta, vado a rileggermi il libro e non posto immagini.

Commenti

  1. il romanzo è senz'altro migliore del film
    molte cose (la complicata questione delle bacchette, ad esempio) sono spiegate chiaramente; chi vede il film senza aver letto il romanzo non capisce una mazza

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  2. Il finale della saga è deludentissimo: troppi avvenimenti mal gestiti, la battaglia ridicola, Ginny sempre più ridicola. Quando vidi la prima volta la saga di Harry Potter non avevo ancora letto i libri (lacuna colmata) e pensa che la sceneggiatura è talmente ridicola che all'uscita dal cinema ero convinta che Piton fosse il padre di Harry: la scena dei ricordi di Severus è ridicola (lo so, è la terza volta che uso quest'aggettivo, ma è il più appropriato) e ambigua, per fortuna il mio fidanzato aveva letto i libri, coì ha potuto aiutarmi a capire determinati passaggi.

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