domenica 6 gennaio 2013

Beautiful Creatures (La Sedicesima Luna)

Innanzitutto, Buon Anno.
Tra i propositi per l'anno nuovo c'è quello di trascurare meno il blog: comincio subito con un libro che sarà prossimamente film, Beautiful Creatures.
C'è un ragazzo di sedici anni, Ethan, che sogna una fanciulla impossibile da salvare, e c'è una ragazza di quindici anni, Lena, che sembra il paradigma della donna dannata in fieri. Si innamorano, ma lui è un comune mortale, lei una ESPer (qui li chiamano Caster) che ancora non sa se sarà reclamata dal lato Luminoso o da quello Oscuro della Forza (Magica, ma la sostanza non cambia tanto). E il libero arbitrio, è una cosa che si mangia, o serve per lavarsi?
Insomma, amore impossibile condito con salsa paranormale. Però devo anche aggiungere che quest'opera prima è una bomba, a firma Garcia & Stohl. Se certo deve molto alla gothic romance attuale (un po' di Twilight, un po' di Vampire Diaries -poco, eh!-, qualcosa di Ursula LeGuin e persino un po' di Harry Potter) rispetto al sottoprodotto medio circolante si distingue per tre ottime differenze.
a. La scrittura: le due signore conoscono il loro mestiere e, pur non arrivando alla prosa polita di JKR, si difendono decisamente bene. Inoltre evidentemente sanno gestire la trama e mantengono la suspence per quasi 600 pagine -cosa insolita nello YA.
b. L'occhio maschile: il punto di vista di Ethan argina le melensaggini e rende la narrazione meno trita. Se il supereroe/animatormentata/vampiro è quasi sempre maschio, e incontra una fanciulla inerme pronta a redimerlo/accettarlo, qui il ragazzo è la parte debole; l'approccio è interessante e la voce narrante è più cool, non si strappa i capelli continuamente -ci penserà il testosterone a farglieli cadere prematuramente.
c. L'ambientazione e le radici nobili: il vero asso della storia. Basta moors inglesi, nulla più foreste olimpiche o tombe di Atuan, ma South Carolina. Uragani, sole, campi di cotone e una convinzione bella radicata che, nonostante la Storia abbia deciso diversamente, l'esercito Confederato fosse la fazione giusta per cui combattere. Un posto dove la magia si nasconde davvero sotto ogni sasso, e nelle espressioni dialettali, così come nei riti quasi-animisti, ho ritrovato per un pomeriggio gli accenti di Tom Sayer e Huckleberry Finn, ma anche le atmosfere de Il Buio oltre la siepe e L'Arpa d'Erba, o il mio amatissimo Altre Voci, Altre Stanze.
Un libro a cui dare una possibilità, non lo sottovalutate.

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