I Vitelloni


Il problema dei "Bamboccioni" evidentemente esisteva in Italia già molto prima che qualche politico inventasse questo epiteto (perlopiù gratuitamente insultante per tutta una serie di giovani con Tutta la vita davanti, vedi film di Virzì). Nell'Italia del dopoguerra cinque amici passano il loro tempo a trascinarsi da uno sterile divertimento ad un altro, finché Fausto, lo sciupafemmine, non mette incinta Sandra, la sorella dell'amico Moraldo, e viene costretto a sposarla. Apparentemente neppure l'imminenza della paternità basta a calmare i bollenti spiriti di Fausto, che continua a trascurare la consorte e l'impiego in un negozio di oggettistica sacra trovatogli dal suocero (idea poi ripresa in Così parlò Bellavista) per combinarne una per colore con Alberto (Sordi), il parassita depresso del gruppo, Leopoldo, l'intellettuale scrittore di teatro abbordato da un attore su una spiaggia "pasoliniana", e Riccardo. Alla fine solo Moraldo trova il coraggio di partire per la città a cercare fortuna lavorando.

Forse il primo film di Fellini ad aver raggiunto un unanime consenso di critica e pubblico, mi piace meno degli altri che ho visto perché ancora manca completamente dell'aspetto surreale. Non difetta però di una certa levità nel trattare il tema, pesantuccio, di una gioventù immobile e sfaccendata che si rapporta alla generazione lavoratrice che l'ha preceduta facendogli il segno dell'ombrello (il "Lavoratoriii.... Prrrr!!" di Sordi è rimasto proverbiale) e non ha rispetto né per la fatica né per i tentativi di ricostruzione, ma soprattutto non ha obiettivi né fiducia nel futuro e ha perso l'appiglio della fede che assisteva gli avi. La regia è squisita, ma stiamo parlando di Fellini: non ci possiamo aspettare altro che il meglio. Ho già parlato della colonna sonora? No. E' di Nino Rota, ed è una meraviglia: anche qui andiamo sul sicuro!

Commenti

  1. Di Fellini ce n'era uno solo!!!!!!!
    Storia malinconica. Giovani senza ideali (solo Leopoldo è entusiasta di teatro, ma lo aspetta una triste delusione), che non hanno altra speranza che fuggire

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  2. eh, certo che di Fellini ne nasce uno ogni cento anni...

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