domenica 17 giugno 2012

dance dance dance

Anche in questo romanzo di Murakami, successivo a Norvegian Wood, abbiamo un protagonista maschile irrisolto (tanto irrisolto da non avere un nome), sebbene un po' più maturo dello studente di Tokyo Blues. Ha infatti 34 anni e di mestiere "spala la neve della letteratura": fa, cioè, ciò che nessuno del suo ambiente vuole fare sebbene indispensabile, ovvero scrivere piccoli articoli di "riempimento" per i giornali, brochure pubblicitarie, annunci pubblici.
Nonostante la sua precisione sul lavoro, nella sua vita privata ci sono enormi falle dovute perlopiù al non aver saputo creare legami solidamente ancorati alla realtà, se non con alcune persone ormai defunte (sarà poi vero che il legame con esse fosse così adeguato? non sono più qui a parlarcene!), finché si rende conto di essere stato svuotato di energia dai tanti incontri saltuari e irrisolti che si è lasciato dietro. In seguito a una premonizione, torna in un albergo sepolto sotto le nevi dell'Hokkaido, per scoprire che il vecchio stabile ha lasciato il posto ad un lussuoso hotel internazionale, punta di diamante del "sistema capitalistico avanzato" che lui capisce così poco; qui comincia una serie di incontri fondamentali, con il passato (l'uomo pecora), il futuro (la piccola Yuki) e il presente (la receptionist occhialuta), che gli faranno scoprire corridoi oscuri che permettono di collegare le persone le une con le altre, un sinistro giro di prostitute d'alto bordo (che mostrano una certa tendenza a finire strangolate), un vecchio amico ora attore di fascino incomparabile, una fotografa col suo poeta-schiavo con un braccio solo, uno scrittore di molto successo e poco talento convinto che tutto si può comprare (e poi dedurre dalle tasse), un salotto dove sei scheletri guardano la tv. Personaggio aggiunto è la musica, in una successione di rock e pop cui le liste di Hornby devono moltissimo.
Murakami scrive come avrebbe potuto fare Capote se fosse vissuto trent'anni dopo e in Giappone, e Amitrano lo traduce con estrema perizia; ci sono in questo libro trovate esilaranti e poetiche, un lato onirico accentuato ma una notevole coerenza interna e un desiderio di vivere la realtà anche quando si ha difficoltà ad accettarla e a capirla: bisogna per far questo danzare senza fermarsi, avere il coraggio di legarsi a qualcuno, e digerire la tragedia che lo scheletro senza nome percepito in una premonizione potrebbe presto essere il nostro.

1 commento:

  1. Norvegian Wood mi era piaciuto, proverò a leggere anche questo! :)

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