The good man Jesus and the scoundrel Christ

In Italia questo libro non è stato mai tradotto, perciò bisognerà accontentarsi della mirabile versione originale.
Il riassunto è presto fatto: immaginate la storia forse più nota del mondo, la vita di Gesù, pensando per un momento che in realtà Maria abbia avuto due gemelli, Gesù e Cristo. Il primo un ragazzone vitale, pieno della bellezza della materia (per capire questa affermazione aver letto la trilogia Quelle Oscure Materie, benché non indispensabile, può essere utile), che dopo aver sentito Giovanni il Battista decide di dedicare la sua vita a Dio, predicando nel suo nome; suo fratello ha un animo più chiuso, è più dotato e di intelletto molto raffinato, ma non accende le folle, forse perché troppo calcolatore. Alla sua fede manca quell'aspetto bambino, manzoniano, che la possa rendere perfetta come quella del fratello, ma -a differenza di Gesù- ha dei progetti per il futuro: fondare una Chiesa potente.
Philip Pullman è uno scrittore ateo, ma non certo uno sciocco irrispettoso che spreca il suo inchiostro per deridere la fede altrui. La sua rivisitazione della vita di Gesù è piena di invenzioni delicate e allegre, ma credo che i cuori della narrazione (anch'essi due, e gemelli) siano il sospetto verso una chiesa autoritaria e controllante, che copre i suoi misfatti con la parola di uomini davvero santi e, soprattutto, un desiderio di fede frustrato ma enorme, quasi doloroso. Sì, la fede è un dono, e davanti ad una ricerca così genuina è difficile capire perché non sia accordato più facilmente. Il dubbio (Dubbio, meglio) ci tormenta come un tarlo, noi poveri uomini dalla visione imperfetta.
Quanto all'aspetto "materialista", oggi mi sento provocatrice anche io, e vorrei riportare un piccolo passo:

Figli miei, lì dove sono gli uomini vostri fratelli, lì dove sono le vostre aspirazioni, il vostro lavoro, lì dove si riversa il vostro amore, quello è il posto del vostro quotidiano incontro con Cristo. È in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini.

E' di un santo recente, molto criticato peraltro, i cui messaggi sono stati considerati a volte ambigui... eppure è una delle frasi più vere che ho letto.

E se mi è concesso continuare con un'altra piccola provocazione, vorrei ricordare cosa scriveva Nietsche, un altro grande ateo tanto osteggiato dalla Chiesa, che a modo suo cercava un Assoluto anche lui -forse in modo più folle ma tanto più onesto di altri-: "Di Cristiani ce n'è stato uno solo, ed è morto in croce". Non so dire se davvero nessuno dopo è riuscito a difendere quella figura, e quell'Uomo, quel Dio, però fare  un po' di serena autovalutazione con spirito critico non ci può certo fare male, e Pullman è uno di quei pochi che davvero aiutano a pensare, perché -come ho già scritto in passato, più che dare risposte aiuta a fare domande.

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