Un principe tutto mio

Abbiamo cominciato l'anno con una serie di opere più che titolate, perciò mi sembra giunto il momento di lasciare spazio a uno di quei film che potrei mettere nell'apposita classifica della vergogna, qualcosa del tipo "I dieci film che mi piace vedere e rivedere, anche se me ne vergogno profondamente visto il loro scarso valore artistico intrinseco".
Paige è al college, è studiosa e super-seria, non esce con i ragazzi perché teme che la distraggano dalle sue ambizioni di diventare un Medico senza Frontiere, è saggia, schietta e un po' troppo concreta. Edvard è principe di Danimarca, parla cinque lingue, non vuole farsi carico delle sue responsabilità ma è cresciuto a corte e conosce Shakespeare (vanto ai reali del Nord-Europa, che sono tra i più sensibili al mondo ai temi dell'alta cultura). Soren è un bravo aio moderno, e gli tocca seguire lo scioperato rampollo. Unite gli ingredienti, shakerate (non mescolate), ombrellino ed oliva e il cocktail è servito.
Pare che qualche critico cinematografico abbia definito questa innocua, divertente favola sentimentale grammatically challenged, e come dargli torto. Eppure ogni tanto c'è bisogno di un po' di romanticismo precotto, di ragazzi giovani non particolarmente attraenti -lui slavatissimo e ignoto, J. Stiles graziosa ma lontana dalla bellezza- intenti a guardarsi con passione e di corone di stagnola. Ok, vi risparmio l'immagine di rito!

Commenti

  1. non ti vergognare, neanche un po'!!!!!!!
    DIRITTO INALIENABILE, quello di affezionarsi a filmetti furbastri, anche se non hanno le 5 palline di Morandini o la stellina di Repubblica
    io potrei elencarti almeno una decina di DVD che affollano il mio scaffale e non sono Fellini, Scorsese o Kubrick
    ma mi commuovono tanto!!!!!

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