L'ultimo Catone


Ottavia Salina è una paleografa molto stimata che ha la grande fortuna di lavorare in un sito più che esclusivo, i sotterranei dell’Archivio Segreto Vaticano. L’essere una religiosa di un ordine senz’abito non le impedisce di coltivare una spocchia che ce la rende incredibilmente antipatica entro le prime venti pagine, in cui scopriamo come le alte sfere ecclesiastiche abbiano bisogno di lei per risolvere il mistero di un giovane etiope dal cadavere coperto di scarificazioni nelle specie di sette croci. Con l’aiuto di un colosso svizzero dal nome ridicolo di Kaspar Linus Glauser-Roist (presto ribattezzato dalla protagonista “la Roccia”) e di un esule egiziano con un pedigree multi continentale, Farag Boswell, la dottoressa Salina scopre –nell’ordine- l’esistenza di una setta dedita all’adorazione della Vera Croce di Cristo, gli Staurophylakes, il segreto della ricchezza della sua famiglia (sono mafiosi), l’amore, l’amicizia e perfino il valore di un po’ di umiltà.
Nonostante l’urticante Ottavia e la tendenza al didascalismo soffocante, dopo un paio di capitoli il libro ingrana una buona marcia e si lascia leggere con piacere, complice il percorso immaginario lungo le terzine del Purgatorio dantesco, tutte da riscoprire. La spagnola Matilde Asensi ha trovato un modo grazioso di omaggiare il nostro Sommo Poeta.

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