Elizabethtown


Drew (O. Bloom), designer di scarpe sportive, ci introduce nel suo mondo chiarendoci la differenza tra fallimento (passeggero, comprensibile) e fiasco (il disastro totale): lui è appena stato artefice di un esempio del secondo genere, avendo trascinato la fiorente azienda per cui lavora(va) sull'orlo della bancarotta. Messo alla porta dal capo, Phil (A. Baldwin), vede dileguarsi anche la fidanzata Ellen (J. Biel) e pensa di ricorrere a soluzioni estreme in una sorta di comico hara-kiri meccanico, quando la sorella sconvolta lo informa dell'improvvisa morte del padre.
Mentre la madre (S. Sarandon) si dedica ad una serie di svaghi che la aiutino ad elaborare il lutto, Drew si reca ad Elizabethtown per organizzare i funerali e nel viaggio incontra Claire (K. Dunst), una hostess allegra, invadente e buona.
Alle prese con il paesaggio culturale dell'entroterra del Sud e con la salma che qualcuno vuole cremare, altri vuole seppellire, il rapporto fra i due giovani si stringe, ma uno deve imparare a convivere con la possibilità dell'insuccesso (e a capire che grandezza e popolarità non sono sinonimi), l'altra non osa sperare nella sua capacità di diventare un punto fermo duraturo per qualcuno.
Il film non è scevro da qualche stralcio noioso, che fa da collante a momenti più divertenti e meglio confezionati: bello il primo quarto d'ora, con Alec Baldwin che caccia con stile Drew, molto graziose le telefonate-fiume dei protagonisti, carinissimo il funerale con la Sarandon che balla il tip-tap sule note di MoonRiver, la canzone preferita del defunto. Altri aspetti sono meno riusciti, come il rapporto con i parenti della cittadina del titolo. Soprattutto c'è una colonna sonora sopravvalutata e onnipresente che tende a sovrassaturare la miscela, invece di renderla più fluida.

Commenti

  1. davvero un bel film
    ricordo che l'abbiamo visto in 3 (mia moglie, io e nostro figlio, in una delle sue rare visite in Italia) e (cosa rara) siamo stati unanimi nell'alzare il pollice

    RispondiElimina
  2. Mi aggiungo alla lista dei soddisfatti dal film, quasi quasi lo rimetto in lista di attesa per una nuova visione.
    La colonna sonora invadente è un tratto tipico di Cameron Crowe, bisogna rassegnarsi ;) In tutti i suoi film è come se ci fosse un personaggio in più.

    RispondiElimina
  3. Ecco, le parole di BlaBla sul soundtrack sono quelle userei anch'io.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il libro della Giungla

Basilico'

Wit - La forza della mente