die ubermenschen

Nel piccolo acquario in cui passo molto del mio tempo (altri lo chiamano Ospedale), si sta evolvendo un nuovo tipo umano di oltre-uomini. Forse sarebbe più corretta la dizione Nietzchana classica di super-uomini, ma in questo caso circoscitto preferirei mantenere un atteggiamento prudenziale da pensiero debole e impiegare la definizione vattimiana in attesa di una verifica sul lungo periodo.
Se fosse poco chiaro, sto parlando degli anestesisti.
Vestiti solo della leggera tuta azzurra da sala operatoria, per necessità di asepsi o forse per un'affinità spirituale con i Puffi, negata alla coscienza, si aggirano per i corridoi preferibilmente soli o in coppia con l'atteggiamento sicuro di men on a mission.
In consulenza, aprono le porte dei reparti rigorosamente a doppio battente: in alcuni casi specifici tale apparizione è corredata da un commento sonoro wagneriano che chi scrive ode in diretta dall'iperuranio, cantato da cori angelici. Nel caso la porta del vostro reparto non contempli due battenti, probabilmente lo specializzando anestesista svelle uno stipite per posizionare prontamente una nuova anta.
Alcuni di loro si occupano precipuamente di pazienti semi-critici dislocati in vari reparti internistici, ovvero giungono provvidamente in dette strutture inferiori dove illuminano la stanza con la loro sapienza, permettendo un notevole risparmio di elettricità: sono riuniti in una nuova divisione itinerante detta MEGA. Tutto maiuscolo. Non so se ciò nasconda un acronimo o se sia un indizio di un particolare modo di pensiero. Però dopo aver scoperto che la suoneria del loro cercapersone è la colonna sonora di Mission Impossible i miei dubbi si sono fatti più acuti... a meno che, certo, non si tratti di una lodevolissima forma di autoironia, in un distretto di competenza davvero ostico.
PS non so come si fa a mettere la dieresi sulla u di ubermenschen. Sono gradite istruzioni!

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