watchmen

di A.Moore e D.Gibson, 1986

Nel 1985 di un mondo distopico (ma non poi cosi' tanto), i vigilantes travestiti hanno avuto ormai la loro ora di gloria e sono stati messi a riposo forzato. I pochi che restano cominciano ad essere oggetto di attentati di vario tipo... c'è un nuovo vendicatore che vuole eliminare i pochi superstiti di un mondo ormai in declino avanzato?

Da tanto tempo rimandavo la lettura di Watchmen, perché i supereroi su carta mi hanno spesso deluso (troopo infantili), perché i mattonazzi eccessivamente incensati della DC mi hanno spesso deluso (troppo violenti), perché quando tutti parlano bene di qualcosa la possibilità della delusione è sempre dietro l'angolo (troppo noiosi). 
I supereroi di cartapesta di Alan Moore hanno un'anima (a parte il Doc Manhattan, lui ha un campo di forza... magari è la stessa cosa ?), uno spessore proprio (anche in senso letterale, a giudicare dal ventre rilassato di Nite Owl), dei desideri e delle manie e una tale tragicità da lasciare il segno. Sono stati la personificazione paternalistica del superuomo che avrebbe condotto le pecore sottocorticate all'ovile, fino a quando le pecore hanno deciso di non averne più bisogno. In effetti è vero, il buon pastore di periferia non serviva più, ma invece di un'evoluzione progressista le famose pecore hanno subito la morsa di un braccio di ferro epico tra superpotenze stavolta politiche, all'ombra di un fungo nucleare. 
Quasi dieci anni dopo la fine dell'attività dei vigilantes, restano solo delle ombre: quelli per cui fare il buono en travesti era un sogno adolescenziale, quelli che vi vedevano l'opportunità di sfogare la loro intrinseca violenza nichilista, gli psicorigidi patologici per cui c'è il Bene e il Male, quelli che 'bisogna ben sbarcare il lunario' e quelli che sono l'ago della bilancia senza averlo domandato, e che sono diventati blu come un puffo ed empatici come un neurologo. Poi ci sono quelli che pensano di essere la reincarnazione di Alessandro Magno, ma migliorato, e cambiamo proprio orientamento politico e scala di pastrocchi combinati. Come trovare un senso nuovo alla ricerca del benessere comune? L'uomo della strada troverà finalmente la capacità e la voglia di pesare qualcosa nell'economia del sistema o aspetterà di nuovo un deus ex machina che pensi e organizzi al posto suo?

Watchmen, la Bibbia di Alan Moore - Diario di Rorschach


Come avete intuito, c'è tanta carne al fuoco in Watchmen. Politica, senza dubbio tanta politica, una bella trama gialla uscita dritta dritta dagli intrecci di Agatha Christie, la storia d'amore immancabile, una feroce riflessione sulla nostalgia, un po' di fantascienza credibile, e soprattutto la più vecchia delle domande di filosofia sociale: chi controlla i controllori? Moore è ridondante di temi, spunti, appigli letterari, questioni da ponderare. E' uno sceneggiatore esplosivo. Sarebbe tristemente esploso in questo caotico coacervo se non fosse stato appaiato a Gibbons che ha reso credibile l'impossibile: la trama intricata e gli indizi fuorvianti, i continui salti nel continuum temporale e spaziale, la pletora di personaggi cosi' finemente caratterizzati sarebbe stata assolutamente non potabile senza la misura trappista di Gibbons. 
In quasi 400 pagine di fiume grafico, ha mantenuto uno schema di vignette tutte uguali, disposte in un minimalista 3 x 3, di dimensione standard, che sono il primo e fondamentale appiglio per il lettore aggredito da tutte le informazioni, le insinuazioni e le meditazioni di Moore. Il suo tratto è pulito senza essere pauperista, i colori sono vivi ma mai acidi, le prospettive reali e affidabili permettono di sopravvivere alla vertigine che coglia Alice quando cade nella tana del Bianconiglio. Pare che Gibbons fosse geometra, e si vede nelle sue architetture cosi' veriste, nelle sue anatomie cosi' semplici e affidabili, nel suo genio piano, nella sua resa della sconfitta, tavola dopo tavola. Nonostante questa apparente semplicità, ci sono preziosismi nascosti in ogni dove: basta vedere il capitolo "paurosa simmetria" che è TUTTO costruito in modo speculare tra la prima e l'ultima vignetta, o pagine e pagine in cui si seguono due azioni distinte parallelamente, una vignetta azione A e la successiva azione B, senza mai perdere il filo. Ci voleva un Maestro assoluto per riuscire una sfida di tale portata e lui l'ha fatto. Incredibile, da mozzare il fiato.

Commenti

  1. Watchemen fa parte di quella manciata di fumetti che hanno smontato e poi ricostruito la figura del super eroe. Non lo rileggo una volta l'anno ma quasi, ancora oggi dopo tante letture lo trovo denso, stratificato, una lettura incredibile che ha dimostrato al mondo il potenziale espressivo dei fumetti, complimenti per il post, non è mai semplice scrivere di questo capolavoro! Cheers

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    1. in effetti, avevo paura dello spoiler, paura di essere pretenziosa, paura di straparlare e non dire niente. pero' avevo solo 25 minuti ed è il meglio che sono riuscita a tirar fuori. Grazie per essere passato di qua!!

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