La panne

Un rappresentante di commercio, recentemente promosso, finisce in un maniero governato da quattro vegliardi, ex uomini di legge. La sua macchina l'ha lasciato a piedi, e non vede alternative se non assecondarli nel loro desiderio di "giocare al tribunale". Ma è abbastanza innocente per sopravvivere al giudizio?


Durrenmatt si prende meravigliosamente gioco della legalità giustizialista di cui non si può avere fiducia perché spesso in malafede e altrettanto spesso impedita nel suo svolgersi da codicilli e commi nati apparentemente per proteggere solo i colpevoli. D'altro canto, sempre col suo umorismo nero e un po' raggelante, si interroga anche su quale sia il significato dell'innocenza, questa caratteristica fuori moda, e su quanto siamo intrinsecamente colpevoli tutti noi, che in fondo al cuore desideriamo un modo spiccio per avere la meglio sui nostri superiori, collezionare beni materiali e concupire amanti che dovrebbero esserci proibiti/e.

Abbiamo visto la pièce per puro caso al Teatro del Tribunale di Antibes, una vecchia sala giudiziaria riadattata in minuscolo teatro di prosa. Il risultato è un palcoscenico piccolo ma estremamente vicino all'ottantina di comode poltrone che cullano il pubblico. La stagione primaverile è appena cominciata e la mattina dell'ultimo giorno di programmazione de La Panne, nella piazza della posta, un ragazzo barbuto ci ha messo in mano il volantino dello spettacolo. Era il regista, e l'avremmo scoperto solo qualche ora dopo. 
Gli attori, della compagnia Les Eparpillés di Avignon, erano proprio bravi, pieni di vitalità e di sorprese; il palcoscenico ristretto ci ha anche permesso di apprezzare l'ottima mimica facciale che animava i volti degli attori momentaneamente muti. Per la struttura di questo atto unico, infatti, i cinque personaggi principali sono spesso in scena contemporaneamente, ma solo uno alla volta ha la parola in arringhe e lunghe dissertazioni, e facilmente dei protagonisti meno dotati avrebbero assunto un'espressione più blanda. 
Bello e divertente, e non vedo l'ora di rifare una scappata al minuscolo teatrino.


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