Hyperversum

Vi piacciono i giochi di ruolo, i libri fantasy, i manga delle CLAMP (Rayearth, per citerne uno)? Allora questo libro sarà un gradevolissimo passatempo.

Sei amici si ritrovano a giocare con la consolle di Hyper Universum, un sistema che permette di ricreare in 3-D la realtà virtuale scelta dai partecipanti. A causa di un guasto, però, i sei capitombolano in carne e ossa, con le loro poche conoscenze, nel vero Medioevo, fatto di cotte di maglia e intrighi politici, all'alba di una fondamentale battaglia della storia europea. Qualcuno avrà difficoltà di adattamento, altri meno: c'è persino chi tesserà delle storie d'amore...

Il finale esplicita la possibilità di un sequel, che in effetti è già in libreria ormai da un po', accanto-del resto- al terzo libro della serie.

La Randall, pseudonimo dell'italianissima Cecilia Randazzo, pur mantenendosi a debita distanza dal genio di autori quali Pullman o JKR, si produce in una prosa piana e decorosa, risparmiandoci l'orrendo lavoro di tanti traduttori frettolosi imppiegati ormai a dozzine per opere spesso ritenute di genere (e il fantasy, si sa, in questo senso è particolarmente bistrattato).

Grazioso, perfetto per l'ombrellone o la metro mattutina.

Commenti

  1. Da quello che dici, mi sembra di capire che l'autrice abbia preso ispirazione da Non ci resta che piangere ... o sbaglio?

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  2. Un po' da quello, un po' da Un americano alla corte di Re Artù. Ma anche in questo caso, non è bene fare paragoni, sarebbero poco pietosi.

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