Post

Il Conte di Montecristo

1844, A. Dumas. Per la prima volta mi sono accostata a questo grande classico di letteratura popolare, il feuilleton per eccellenza, cui sono stata condotta, com'è per tutti evidente, da un desiderio di... evasione.  Tutti confinati, impauriti, incastrati da un microbo insulso eppure temibile; chiusi nelle nostre magioni e asserragliati dietro una mascherina, abbiamo bisogno del respiro del mare. Sono andata a recuperarlo in questo best-seller d'epoca. Edmond, come tutti sapranno, è un giovane non ricco ma di belle speranze, pronto a sposarsi con Mercédés, una catalana dagli occhi di brace che gli assicura eterno amore e fedeltà sconfinata. A causa dell'invidia e delle passioni dei suoi presunti amici, finisce in carcere, nella fortezza d'If al largo di Marsiglia, per quattordici anni. Quivi conosce l'Abate Faria, che gli insegna la Storia, la Filosofia, le Lettere e soprattutto la Chimica e la Matematica e lo fa depositario di un'immensa fortuna, che...

Buon 2019!

Buon Anno a tutti, se ancora c'è qualcuno che passa di qua! Qualche giorno fa Kuku di CineCivetta mi ha incitato a riprendere la tastiera e non ho saputo resistere alla tentazione difare un saluto.  Come mai mi sono fermata per quasi un anno? Se date un'occhiata alla mia anamnesi di blogger noterete che è già successo… quando ho avuto M, la mia prima spettacolare figlia. E ora, prevedibilmente, è accaduto di nuovo perché mi sono presa il tempo di mettere al mondo una seconda spettacolare figlia, L. La buona notizia dal punto di vista del blog è che, inchiodata talora al letto da nausee oceaniche, durante la gravidanza ho letto tanti libri e fumetti che potro' recensire per i miei fedeli lettori! A presto!

Gli album della tua vita, giorno 10. Di 10

Immagine
Dunque, abbiamo visto le fasi contemplative, quelle sentimentali, quelle "Art pour l'Art", quelle pseudo-politiche. Che ci manca? Cosa ascoltavo recentemente prima che la ma vita fosse riorganizzata da imperativi materni? Giorno 10/10. Lana Del Rey, Born to Die (Paradise edition, ché la prima è monca). C'è qualcosa di antico e incredibilmente moderno nella voce e nei testi di questa giovane cantautrice. Scoprirla è stata una rivelazione, cosi' sexy e fumosa e aliena (a me). Nelle sue canzoni ci sono vere storie, sempre un po' strane e di ambiente "hard boiled", ma raccontate, argomentate, dipinte: in questo senso Blue Jeans è un apice, visualmente cinematografica. Si potrebbe fare il ritratto dei due protagonisti. I suoi album successivi mi sono piaciucchiati, ma l'atmosfera meno "L.A. Confidential/Scarface" mi manca. Ho letto recentemente che Lana è stata criticata perché "antifemminista" e sono morta dal rider...

Gli album della tua vita. Giorno 9/10

Immagine
E la famosa politica, nella musica? Pare che quasi tutti dobbiamo avere un periodo politico in musica! Be', io apparentemente no. E quindi anche tra i cantautori "politici", l'album che scelgo è... Giorno 9/10. Francesco Guccini, Metropolis. Chi pensa a Guccini e al concetto di politica, di solito balza a  Radici , o Via Paolo Fabbri 43 (o ancora ad Amerigo ), che a me piacciono tanto, ma li trovo soprattutto divertenti per l'acume e la cattiveria con cui il cantautore riusciva a ritrarre o ridicolizzare alcuni tic tipicamente italiani. O ancora la poesia e l'importanza di certe ballate malinconiche e terribili ( Il vecchio e il bambino , sento sempre mio padre che la canta appena ci penso, e lo vedo di schiena mentre passeggia con la sua nipotina). Pero' io sono sempre stata un po' scettica di fronte alle certezze da striscione, agli "incazzati" (a Guccini non piacerebbe che dicessi "indignati"), a quelli che han capito...

Gli album della tua vita. Giorno 8/10

Immagine
All'università cominciai a preparare gli esami con due care amiche, una delle quali cito oggi per farmi  partecipe della sua lista, e ascoltavamo insieme un sacco di lirica. Io fino ad allora avevo perlopiù coltivato la classica strumentale, ed Eleonora mi fu vera guida. Nonostante il blog sia intitolato a Tosca, la mia opera preferita è... Giorno 8/10. Giacomo Puccini, Turandot. Colma di influenze orientali e d'avanguardia, Turandot narra di una principessa moderna, femminista, profondamente coraggiosa. Su Wikipedia, tale protagonista sorprendente è definita "sanguinaria e frigida", stigma diffuso largamente, a mio parere MOLTO A SPROPOSITO. Certo, Turandot accoglie i pretendenti alla sua mano con tre enigmi. Chi non li risolve deve morire, seduta stante. Precisazione: il ruolo che hanno imposto alla donna Turandot è fare la bella statuina silenziosa, essere moglie sottomessa (leggi schiava in gabbia dorata, con letto annesso) di un futuro marito-padrone q...

Gli albulm della tua vita. Giorno 7/10

Immagine
Cronologicamente anteriori ai Pink Floyd ho sentito qualcosa per cultura generale, e mi sono un po' annoiata. Il Rock che aveva fatto tremare i residui dell'impero britannico e costretto bande di melomani a partire su navi pirata era carino (con punte di bellissimo), ma album interi da portare sull'isola deserta non ne trovavo più. E mi sono chiesta: ma il progressive, finiti gli anni Ottanta, dove è sfociato? Giorno 7/10. Muse, The Resistance Su MTV trasmettevano spesso una canzone, Starlight, che mi faceva rivivere i fasti di gente che non aveva paura di osare un po' di glam, era moderna ma non piatta, ricca e invitante. Poco dopo mio marito mi regalo' Absolution, e cominciai a conoscere meglio i Muse. Citazionisti fino all'eccesso (ovvero fino a sentirsi dire "ma i Radiohead, gli U2 e pure i Queen l'hanno fatto prima di voi"), avevano pero' una carica disperatamente romantica e "aliena" che non temeva di mischiare accenti elet...

Gli album della tua vita. GIorno 6/10

Immagine
Si entra all'università, prosegue la fase conoscitiva, a ritroso nel tempo. E cosa scopro? Giorno 6/10. Pink Floyd, The Wall Ancora gente che scrive concept album. Dicono che ci sia sempre un momento in cui i gusti tornano verso le origini, io ho cominciato giovane. La portata politica e rivoluzionaria dei PF mi ha sempre poco coinvolto, in realtà mi incantavano soprattutto musicalmente: partiva il CD e io ero già nello spazio a meditare su rumori prodotti da comete o forse dalla frizione tra i foglietti di un mitocondrio. E no, non ho mai fatto uso di droghe (sono una ragazza noiosa), in tutta la mia vita ho fumato mezza sigaretta, pero' avevo tanta immaginazione. A cose veramente progressive tipo Atom Hearth Mother sono arrivata dopo (e a roba francamente allucinata come The Piper at the gates of the dawn non sono arrivata ancora). The Wall è uno degli album più "facili", con un continuum e dei pezzi arcinoti tipo Another brick in the wall , che fann...